Continuano, a Mazara, gli appuntamenti di “Marenostrum”, il Festival Internazionale della Fotografia e del Giornalismo del Mediterraneo. Al Seminario Vescovile è stato presentato, ieri, La vita in verticale. Cronache dal precipizio, l’ultimo lavoro del giornalista e scrittore Giacomo Di Girolamo. Il libro racconta alcune notizie di cronaca che trasformano le esistenze in semplici contenuti che devono essere divulgati tramite la verticalità di foto e video fatti con un cellulare. Per esempio: alla sua festa di compleanno, un giovane precipita in un pozzo mentre i suoi amici lo riprendono in diretta social. Nel nostro tempo sembra quasi che la realtà sia solo quella documentata dal telefonino posto in verticale, non in orizzontale, perché questa posizione viene usata da chi non è più giovanissimo. Però, simbolicamente, sporgendosi da quella verticalità si vede il precipizio in cui cadono i fatti, le notizie, le storie, che vengono consumati in una successione continua, senza sentire l’esigenza che essi vengano accertati. Tutto avviene con una velocità sorprendente, in cui le immagini si susseguono senza sosta in questo mondo virtuale che lentamente si sostituisce al mondo reale, rendendo tutto così confuso, fino a far dimenticare che dietro a quelle immagini, a quelle notizie, esistono delle vite, delle persone che sono distanti da ciò che esse fanno apparire.
Vi sarà un modo per venir fuori da ciò, per non cadere nel precipizio? Forse: «… Nel non essere funzionali, ma essere semplicemente umani, nel non essere rappresentati ma nel volersi rappresentare».
Lia Meli















