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Turismo, il Trapanese fa rete attorno al gusto: dodici Comuni lanciano gli Itinerari del Gusto della Costa Trapanese

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RIMINI, 15 ottobre 2026 – Fare della gastronomia, delle tradizioni marinare e del patrimonio costiero una leva strategica per lo sviluppo turistico del territorio. È questo l’obiettivo del network «Itinerari del Gusto della Costa Trapanese», presentato oggi al TTG Travel Experience 2026 di Rimini, dove dodici Comuni del Trapanese hanno sottoscritto un protocollo d’intesa per promuovere la costa occidentale siciliana come un’unica destinazione turistica legata ai sapori e alle identità del Mediterraneo.

L’iniziativa punta a superare la frammentazione dell’offerta locale, mettendo a sistema le peculiarità di un territorio che custodisce tonnare storiche, saline, antiche marinerie, produzioni ittiche e una tradizione gastronomica profondamente radicata nella cultura mediterranea. Capofila del progetto è la Fondazione «Torri e Tonnare del Litorale Trapanese», che gestisce il GAL Pesca Trapanese. Partner dell’iniziativa è il Distretto Turistico della Sicilia Occidentale, mentre la commercializzazione dei pacchetti turistici sarà affidata al tour operator Sicilia da Scoprire.

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La firma del protocollo si è svolta nell’area talk del Padiglione Sicilia, alla presenza dei rappresentanti delle amministrazioni coinvolte e degli operatori del settore. Per la Fondazione ha sottoscritto l’accordo il presidente Francesco La Sala, anche in qualità di sindaco di San Vito Lo Capo. Hanno aderito i sindaci Salvatore Quinci per Mazara del Vallo, Giacomo Anastasi per Petrosino, Andreana Patti per Marsala, Salvatore Tallarita per Misiliscemi, Aldo Grammatico per Paceco, Daniela Toscano per Erice e Fabrizio Fonte per Custonaci. Per il Comune di Trapani ha firmato l’assessora Rosalia D’Alì, per Valderice l’assessora Lilly Ferro, per Favignana l’assessore Ignazio Lucido e per Pantelleria l’assessore Massimo Bonì. Il Distretto Turistico della Sicilia Occidentale è rappresentato dalla vicepresidente Emanuela Magaddino, mentre per Sicilia da Scoprire ha firmato Giulia Pulizzi. A moderare l’incontro è stato Giampiero Cappellino, direttore del GAL Pesca Trapanese.

«Con questa firma la costa trapanese smette di presentarsi in ordine sparso – ha dichiarato Francesco La Sala, presidente del GAL Pesca Trapanese –. Tonnare, saline e cucina di mare diventano un unico prodotto turistico, riconoscibile e acquistabile, costruito insieme da istituzioni e operatori».

Il progetto si articola in cinque percorsi tematici dedicati alle principali eccellenze gastronomiche e culturali del territorio: «Gambero Rosso e Pescato Mediterraneo», «Tonno e Tonnare», «Il Sale e le sue Declinazioni», «Cucina Tradizionale e Pescato Locale» e «Cùscusu Trapanese». Gli itinerari mettono in relazione prodotti tipici, luoghi, esperienze e servizi, con l’intento di costruire proposte capaci di attrarre visitatori interessati all’enogastronomia, alle tradizioni locali e alla scoperta del patrimonio costiero.

Uno degli elementi centrali dell’iniziativa è la possibilità di consultare, prenotare e acquistare esperienze, servizi e prodotti tipici attraverso un’unica piattaforma digitale, www.itineraridelgustotrapani.it. Gli operatori aderenti potranno inoltre avvalersi del marchio di qualità «Mare Nostro», pensato per identificare e valorizzare le realtà coinvolte nella rete. Un modello che punta a rendere l’offerta più facilmente accessibile al pubblico e a trasformare le risorse del territorio in prodotti turistici organizzati e commercializzabili.

Il protocollo assegna alle amministrazioni locali un ruolo operativo. I Comuni si impegneranno a promuovere la rete tra le imprese del proprio territorio, a verificare direttamente le tappe degli itinerari e a sostenere le iniziative locali attraverso la disponibilità di spazi e servizi a condizioni agevolate. È inoltre previsto un tavolo tecnico permanente per aggiornare i contenuti e accompagnare lo sviluppo del progetto. L’adesione degli enti pubblici è a costo zero, mentre la rete resterà aperta all’ingresso di altri Comuni, imprese e operatori interessati a partecipare nei prossimi mesi.

La giornata di Rimini è stata anche l’occasione per presentare il report «Sapori del Trapanese. Il cùscusu del territorio trapanese: storia, marinerie e tradizioni culinarie», pubblicato da GS Servizi e illustrato dall’editore Mimmo Guzzo. La ricerca storico-culturale approfondisce le origini e l’evoluzione di uno dei piatti simbolo della cucina trapanese, ricostruendone il legame con la storia delle marinerie e con gli scambi tra le due sponde del Mediterraneo.

Il coordinamento scientifico del lavoro è affidato allo chef ericino Peppe Giuffrè, da cinquant’anni impegnato nella promozione della cucina siciliana nel mondo. Le ricette sono firmate da cinque chef del territorio, Francesco Bonomo, Giovanni Torrente, Roberto Rizzo, Nicola Bandi e Paolo Austero, che attraverso il proprio lavoro custodiscono e rinnovano una tradizione gastronomica tramandata nel tempo.

Il cùscusu trapanese racconta una storia di incontri culturali e contaminazioni. La semola, giunta in Sicilia durante la dominazione araba, si è integrata progressivamente con la cultura marinara locale, dando vita a una preparazione caratterizzata dall’utilizzo del pescato mediterraneo. A differenza di molte versioni nordafricane, tradizionalmente accompagnate da carne e verdure, quella trapanese si distingue per il brodo di pesce di scoglio, preparato con specie come scorfano, cernia, gallinella e grongo.

La preparazione conserva gesti e strumenti della tradizione. La semola viene lavorata a mano nella mafaradda, il grande piatto di terracotta smaltata, fino a ottenere i caratteristici granelli. La cottura avviene quindi a vapore nella cuscusiera, sigillata con un cordone di pasta per trattenere il calore. Una volta pronto, il cùscusu viene lasciato riposare sotto un panno e bagnato con il brodo di pesce, che ne arricchisce il sapore e ne completa la preparazione. Un sapere che unisce tecnica, memoria e identità, tramandato attraverso le generazioni e ancora oggi centrale nella cultura gastronomica del territorio.

A rappresentare questa tradizione anche fuori dai confini locali è il Cous Cous Fest di San Vito Lo Capo, appuntamento annuale che ha trasformato il piatto simbolo della cucina trapanese in un’occasione d’incontro tra popoli e culture del Mediterraneo. Il report presentato a Rimini contribuisce così a valorizzare non soltanto una ricetta, ma anche il patrimonio storico e sociale delle comunità che l’hanno custodita.

L’accordo tra i dodici Comuni si inserisce nel quadro delle opportunità legate alla legge 70 del 2026 sulla valorizzazione della risorsa mare e alle politiche per la blue economy, con particolare attenzione al turismo costiero, al pescaturismo e alla filiera ittica. La sfida sarà trasformare le risorse già presenti in un’offerta strutturata, capace di distribuire i flussi turistici tra le diverse località, rafforzare la collaborazione tra istituzioni e imprese e generare nuove opportunità economiche.

Dalle tonnare alle saline, dal pescato mediterraneo alle ricette della tradizione, il Trapanese punta dunque a costruire una proposta turistica unitaria, nella quale il gusto diventa il filo conduttore per raccontare paesaggi, storia e identità. La firma del protocollo al TTG di Rimini segna l’avvio ufficiale del progetto, con l’obiettivo di trasformare la ricchezza culturale ed enogastronomica della costa occidentale siciliana in una destinazione riconoscibile, organizzata e competitiva sui mercati turistici.

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