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UNA RIFLESSIONE AMARA SULLA GIUSTIZIA QUOTIDIANA E IL MURO DI GOMMA DELLE ISTITUZIONI

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​”Cosa succede quando la burocrazia smette di essere un servizio per il cittadino e si trasforma in uno scudo per chi si sente al di sopra delle regole?
​Sempre più spesso assistiamo a una profonda distorsione dei ruoli nel nostro tessuto sociale. Il cittadino perbene, che sceglie di seguire le vie ufficiali per chiedere semplicemente il rispetto delle norme e della civile convivenza, si scontra con silenzi assordanti e porte chiuse.
​Vediamo uffici pubblici e apparati burocratici bloccarsi in un’inspiegabile inerzia. Vediamo una politica locale che, chiamata a garantire i diritti, preferisce girarsi dall’altra parte, accampando scuse o mancanza di tempo, legittimando di fatto l’arroganza.
​Ma la ferita più profonda alla fiducia pubblica si apre quando chi, per ruolo e professione, è chiamato a incarnare la legge e tutelare la sicurezza, sembra godere di una tacita immunità. Quando l’arroganza diventa intoccabile e le prevaricazioni quotidiane vengono coperte da un sistema che ‘fa quadrato’, si crea un cortocircuito pericoloso.
​È in questo vuoto istituzionale che chi chiede il rispetto delle regole si ritrova isolato, ignorato o, peggio, bersaglio di ritorsioni silenziose.
​Le istituzioni, in tutte le loro forme, dovrebbero essere la casa di tutti e il baluardo della trasparenza, non il fortino privato di pochi intoccabili. La legalità non può avere due pesi e due misure a seconda di chi indossa la divisa o di chi ha le amicizie giuste nei palazzi comunali.
​Non smettiamo di pretendere trasparenza e uguaglianza. Perché una comunità dove l’arroganza vince sul diritto è una comunità che ha perso se stessa.”

Antonio Scimonelli

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