Ci sono episodi che non possono essere liquidati come semplici bravate. E quello verificatosi nella notte di Halloween a Partanna, ai danni di Pietro Stallone, bidello in pensione, appartiene certamente a questa categoria.
Secondo quanto denunciato, un gruppo di ragazzi avrebbe vandalizzato e tentato di incendiare la sua abitazione. Un gesto grave, che assume contorni ancora più dolorosi se si considera la condizione della persona coinvolta: un uomo fragile, conosciuto in paese, che non ha mai rappresentato una minaccia per nessuno.
La cosa più amara, forse, è il racconto di quell’uomo che, incontrando per strada una persona, con gli occhi pieni di lacrime, ha pronunciato poche parole: «Mi dovete aiutare».
Non c’è molto da aggiungere. In quella richiesta c’è tutta la paura di chi, improvvisamente, non si sente più al sicuro nemmeno dentro casa propria.
Viene spontaneo chiedersi che cosa stia accadendo e, soprattutto, dove si stia smarrendo il senso del rispetto. Non si tratta di fare processi sommari, né di attribuire responsabilità prima che siano accertate. Saranno le indagini a stabilire chi abbia compiuto questi gesti. Ma è legittimo interrogarsi sul ruolo dell’educazione, delle famiglie e degli adulti in una società nella quale il rispetto per le persone più vulnerabili dovrebbe essere un principio irrinunciabile.
Una bravata, ammesso che qualcuno voglia definirla così, smette di esserlo quando mette a rischio la sicurezza e la serenità di un’altra persona.
L’amministrazione comunale, insieme al sindaco Francesco Li Vigni, si è impegnata a individuare una soluzione per garantire a Pietro Stallone il sostegno di cui ha bisogno. Parallelamente, si lavorerà con i Carabinieri per individuare i responsabili.
È importante, a questo proposito, che chiunque abbia visto qualcosa o sia in possesso di informazioni utili si rivolga alle forze dell’ordine. Collaborare non è soltanto un dovere civico, ma un modo concreto per dimostrare che questa comunità non intende tollerare simili comportamenti.
Non basta indignarsi. Non bastano le parole, per quanto necessarie. Occorre esserci, soprattutto quando a chiedere aiuto è una persona che, da sola, difficilmente riesce a far sentire la propria voce.
Pietro Stallone ha diritto alla tranquillità, alla dignità e alla sicurezza che spettano a ogni cittadino. E ha diritto di sapere che il paese nel quale ha vissuto non lo abbandonerà proprio nel momento del bisogno.
Partanna non è questo episodio. Ma sarebbe un errore fingere che non ci riguardi.
Una comunità si riconosce anche da come tratta i suoi cittadini più fragili. E in questa occasione abbiamo tutti il dovere di dimostrare che il rispetto, la solidarietà e il senso civico non sono parole destinate a rimanere sulla carta.













