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“Solo io posso scrivere di te”: a Santa Ninfa Jessica Schillaci racconta il suo papà Totò, oltre il mito delle Notti Magiche

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SANTA NINFA – Ci sono luoghi che sembrano avere una storia già scritta e altri che, invece, diventano parte della storia proprio nel momento in cui qualcosa accade. Ieri sera, al campo di calcetto “Totò Schillaci” di Santa Ninfa, il nome del grande campione siciliano è tornato a vivere attraverso la voce della figlia Jessica, protagonista dell’ultimo appuntamento del Sikano Fest con il suo libro Solo io posso scrivere di te. Ricordi di un papà campione, pubblicato da Cairo.

Una scelta particolarmente significativa quella della location: un campo di calcio intitolato proprio a Totò Schillaci, il luogo più naturale per parlare di un uomo che al calcio ha dato una parte straordinaria della propria vita, ma che Jessica ha scelto di raccontare soprattutto attraverso ciò che è esistito lontano dai riflettori.

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A moderare l’incontro è stato Michele Simolicio, che ha accompagnato Jessica in un dialogo nel quale il calcio è stato soltanto il punto di partenza. Perché Totò Schillaci è stato certamente l’eroe delle Notti Magiche di Italia ’90, il ragazzo dagli occhi spalancati che fece sognare milioni di italiani, ma per sua figlia è stato prima di tutto e soprattutto papà.

Ed è proprio questa la prospettiva dalla quale nasce il libro.

Jessica aveva appena due anni quando seguiva il padre dagli spalti e lo incitava durante le partite. Per il mondo c’era Totò Schillaci, l’attaccante della Nazionale, per lei c’era semplicemente suo padre. Una differenza apparentemente piccola, ma che cambia completamente il modo di guardare alla figura del campione.

Nel libro, infatti, non c’è soltanto la storia del calciatore che tutti conoscono. C’è l’uomo, con le sue fragilità, le sue contraddizioni, le sue assenze e le difficoltà che possono attraversare anche i rapporti più profondi. C’è soprattutto il rapporto tra un padre e una figlia, fatto di affetto, incomprensioni, distanze e riavvicinamenti.

È questa la parte più intima e forse più sorprendente del racconto di Jessica: la scelta di togliere per un momento Totò dal piedistallo del campione e restituirlo alla sua dimensione più vera, quella familiare.

Il libro nasce anche nel periodo più doloroso, quello della malattia e degli ultimi giorni di vita di Totò. Jessica ha raccontato come proprio in ospedale abbia iniziato a mettere per iscritto i suoi pensieri, quasi per riuscire a fissare sulla carta emozioni e ricordi che rischiavano di essere travolti dal dolore. In quei giorni, racconta, il padre continuava a comunicare il proprio amore alla famiglia anche quando la malattia gli aveva tolto la possibilità di parlare, affidandosi alla scrittura.

Da qui nasce un libro che non vuole essere l’ennesima biografia sportiva. Di Totò Schillaci calciatore si è raccontato tutto: i gol, la gavetta, il passaggio al Messina, la Juventus, l’Inter, la Nazionale e soprattutto quell’estate del 1990 che lo trasformò in un simbolo nazionale. Jessica sceglie invece di raccontare ciò che nessuna statistica può spiegare: l’uomo che esisteva dietro quel personaggio.

E forse è proprio questo il senso più profondo del titolo: “Solo io posso scrivere di te”. Perché il mondo ha conosciuto Totò Schillaci, ma solo una figlia può raccontare fino in fondo chi fosse quell’uomo quando non c’erano stadi, telecamere e migliaia di persone a chiamarlo per nome.

La serata di Santa Ninfa ha assunto così un significato particolare. Il campo intitolato a Totò, il pallone come sfondo naturale e, al centro, la voce di Jessica. Un ideale passaggio di testimone tra il campione che appartiene alla memoria collettiva e il padre che appartiene invece alla memoria privata di una famiglia.

Un incontro che ha saputo parlare di sport senza essere soltanto sport, di calcio senza fermarsi ai gol, di memoria senza trasformarla in semplice celebrazione.

E proprio per questo la conclusione del Sikano Fest non poteva forse avere un appuntamento più emblematico: una storia siciliana, quella di un ragazzo partito da Palermo e arrivato a conquistare il cuore dell’Italia intera, riletta oggi attraverso gli occhi della figlia.

Stefano Caruso

GUARDA L’INTERVISTA NEL LINK IN BASSO

Jessica Schillaci
Michele Simplicio

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