“Un viaggio visivo e spirituale straordinario capace di far dialogare scienza, filosofia e misticismo. Si è presentato così “Amare nell’onda del risveglio – Perché siamo qui?”, l’intenso docufilm nato dalla mente della regista e ricercatrice Franca Maria Impallari. L’ opera, strettamente legata all’omonimo volume letterario edito da OM Edizioni, si propone come un moderno strumento di indagine interiore, offrendo al pubblico una profonda riflessione sui grandi interrogativi dell’essere umano.
L’ atteso appuntamento con la visione dell’opera si è tenuto all’interno del Parco Archeologico, precisamente dal lato dell’ingresso di Triscina, permettendo agli spettatori presenti di immergersi totalmente nell’atmosfera suggestiva del sito millenario alle luci della sera, amplificando l’impatto emotivo dell’evento.
La scelta di Selinunte come fulcro e scenario principale del progetto non è stata affatto casuale, ma risponde a una precisa necessità simbolica ed energetica. L’ antica città greca, con i suoi templi maestosi affacciati sul Mediterraneo, rappresenta un luogo intriso di una forte spiritualità millenaria, considerato nella ricerca olistica come un potente canale di vibrazioni armoniche. Ancorare visivamente le grandi domande esistenziali del documentario a queste rovine senza tempo ha permesso alla regista di creare una perfetta fusione tra l’infinito del cosmo e la storia profonda dell’umanità, offrendo un tributo alla Sicilia come storico crocevia di civiltà e culture .
La serata è stata realizzata grazie al fondamentale patrocinio e coinvolgimento del Comune di Castelvetrano e alla preziosa collaborazione sinergica con le più attive realtà del territorio: il Centro Studi Egeria, l’associazione Progetto Triscina, l’Archeo Club d’Italia e l’associazione Demetra. Un coro di forze locali che ha unito cultura, tutela del patrimonio e senso della comunità per la perfetta riuscita dell’evento.
L’ evento è stato aperto dai saluti istituzionali dell’assessore alla cultura Rosalia Ventimiglia, la quale ha espresso forte compiacimento e sottolineato l’alto valore culturale e sociale della manifestazione per l’intera comunità. La conduzione e la cura della serata sono state affidate all’esperienza del giornalista Filippo Siragusa, mentre la discussione si è arricchita grazie all’autorevole intervento, in qualità di ospite, dell’avvocato Vincenzo Basile, noto professionista del foro locale nonché tra i firmatari dei saggi contenuti nel progetto editoriale.
L’ elemento che ha reso la serata davvero memorabile è stata la straordinaria risposta dei presenti. Fin dalle prime inquadrature, il pubblico ha seguito la proiezione in un silenzio quasi meditativo, visibilmente rapito dalla potenza delle immagini della Sicilia e dalla profondità dei temi trattati. Al termine dei 56 minuti di visione, l’atmosfera si è sciolta in un lungo e caloroso applauso indirizzato alla regista e agli organizzatori. Molti spettatori hanno scelto di trattenersi oltre l’orario di chiusura per partecipare attivamente al dibattito, ponendo domande a Franca Maria Impallari e condividendo riflessioni personali sulla ricerca interiore e sul senso di interconnessione universale che la sacralità del luogo ha saputo amplificare.
Il cuore del documentario si è sviluppato lungo un percorso transdisciplinare articolato in otto aree tematiche, affrontando concetti complessi legati al mistero della vita, all’enigma della morte e al concetto che nell’universo tutto sia interconnesso (“tutto è uno”). L’amore è stato spogliato dalle sue declinazioni puramente romantiche per essere indagato come una vera e propria forza armonica e universale, capace di guidare il risveglio della coscienza.
Il punto di forza dell’opera è emerso nella sua natura corale, con oltre trenta interviste e testimonianze di saggi, scienziati ed esperti di fama. Queste voci si sono confrontate in un rispettoso dialogo interculturale, trovando un punto d’incontro comune pur partendo da background differenti. A fare da splendida cornice visiva a queste riflessioni sono stati i panorami senza tempo della Sicilia, con il Parco Archeologico di Selinunte scelto non a caso come set e fulcro del progetto per la sua millenaria energia e sacralità.
Dietro la macchina da presa c’è Franca Maria Impallari, ricercatrice olistica, scrittrice e documentarista. Laureata in Filosofia e Teologia, ha unito il rigore accademico alle discipline spirituali orientali come insegnante di Ananda Yoga e Meditazione (nella tradizione di Paramhansa Yogananda), specializzandosi parallelamente come counselor relazionale ed educatrice. Questa unione di competenze le permette di muoversi con profonda autorevolezza tra le pieghe dell’anima umana.
A chiusura dell’evento, la regista ha voluto esprimere la sua più profonda gratitudine a tutta la cittadinanza presente, all’amministrazione comunale e alle associazioni locali, ringraziando calorosamente per l’accoglienza, la straordinaria sensibilità dimostrata e per aver reso possibile la condivisione di un messaggio di armonia universale in una cornice così magica.
La serata di Triscina ha confermato la capacità dell’opera di unire con successo la comunità, i professionisti e le istituzioni locali attorno a una profonda ed emozionante riflessione collettiva.
Giovanna La Rosa














