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Selinunte, la fede batte il porto insabbiato: il colpo di scena dei pescatori che portano la Madonna in mare.

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MARINELLA DI SELINUNTE (TP) – Una giornata ad altissima tensione emotiva, iniziata con la rabbia di una marineria paralizzata e conclusa con un colpo di scena che ha lasciato tutti con il fiato sospeso. A Selinunte, la storica processione a mare del Sacro Cuore di Maria sembrava ormai cancellata a causa del porto-trappola invaso dalla posidonia, ma la devozione e l’orgoglio dei pescatori hanno ridisegnato il finale di una festa che resterà nella storia della borgata.

La prima parte della celebrazione si è consumata interamente a terra, tra le vie della Borgata Marinara. Il cuore del rito si è spostato nella piazza dello scalo di Bruca, dove Don Gaspare Tortorici ha officiato la Santa Messa davanti a una folla commossa. Il parroco ha lanciato un forte messaggio sociale e politico:«La festa è stata ridotta proprio per essere vicini ai nostri pescatori e alle loro famiglie in questo momento di difficoltà. La Chiesa vuole che l’uomo lavori».

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La partecipazione della comunità è stata straordinaria e profondamente sentita: al momento della comunione, moltissimi fedeli si sono messi in fila per accostarsi all’eucaristia, stringendosi in un abbraccio spirituale attorno alle famiglie dei pescatori.

Al termine della liturgia, Don Gaspare ha voluto esprimere la gratitudine di tutta la comunità verso chi ha permesso di mantenere viva l’atmosfera sacra nonostante le grandi difficoltà logistiche. Un ringraziamento speciale è stato rivolto a Vincenzo Ferrara, che ha accompagnato il percorso spirituale dei fedeli suonando la chitarra per le vie della Borgata durante la processione a terra e la tastiera elettrica durante la messa. Il parroco ha poi espresso un sentito ringraziamento a Felice Vivona e Salvatore per il prezioso e impeccabile supporto garantito durante il servizio liturgico.

Subito prima di spostarsi sul molo, il sindaco di Castelvetrano, dott. Giovanni Lentini, ha preso la parola per esprimere il pieno appoggio dell’amministrazione comunale alla protesta dei pescatori, chiedendo il rispetto delle promesse istituzionali:«L’amministrazione appoggia la marineria e si augura che gli impegni assunti nei confronti di tutta la comunità siano assolti al più presto. Questa giornata va oltre la semplice cerimonia religiosa: affonda le radici nella tradizione e rappresenta la tutela, il riconoscimento e la dignità del lavoro sul mare». Il primo cittadino ha poi ringraziato sentitamente Padre Gaspare per l’emozionante celebrazione e i pescatori per la fatica e l’entusiasmo messi in campo nel portare il simulacro fino allo scalo.

Conclusi gli interventi, si è consumato il momento istituzionale del ricordo. Il parroco, insieme alle massime autorità presenti – il sindaco Lentini, l’assessore Rosalia Ventimiglia e il comandante della Polizia Locale Marcello Panierino – e seguiti da una parte dei fedeli, si sono diretti sul molo dello scalo. Lì, in un clima di solenne e profondo silenzio, interrotto solo dall’intensità di preghiere e canti sacri, è stata lanciata la tradizionale corona di fiori in memoria dei caduti in mare.

Proprio mentre le istituzioni celebravano il momento del ricordo sul molo, è scattato il moto d’orgoglio dei pescatori. Rifiutando l’idea di una festa a metà e di una Vergine lontana dalle sue acque, i marinai hanno preso l’iniziativa. Hanno sollevato a spalla il simulacro della Madonna e sono scesi direttamente nella spiaggia adiacente.

In un’atmosfera quasi surreale – con un mare piattissimo, calmo e senza un’onda a fare da specchio alla protesta – i pescatori sono entrati in acqua a piedi nudi, reggendo la statua sopra lo specchio d’acqua immobile. Un gesto di fortissimo impatto visivo e simbolico: la totale calma piatta del mare ha reso il silenzio e la marcia dei pescatori ancora più solenni, rompendo la rassegnazione istituzionale.

Dopo lo storico e coraggioso passaggio in acqua, la processione ha ripreso il suo corso naturale per l’ultimo atto della giornata. Il simulacro del Sacro Cuore di Maria è stato sollevato nuovamente per l’ultimo tragitto sulla terraferma, riaccompagnato in chiesa da una folla oceanica di fedeli tra canti religiosi e preghiere spontanee.

Si chiude così una giornata di passione, fede e riscatto collettivo. Il grido della marineria di Selinunte e il richiamo formale del sindaco Lentini agli impegni presi dalle autorità superiori sono arrivati forti e chiari: adesso le istituzioni regionali non potranno più rimandare il dragaggio definitivo dello specchio d’acqua.

Giovanna La Rosa

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