Ieri, 17 luglio 2026, all’interno del suggestivo sito archeologico segestano, spazio di ascolto e condivisione, si è svolta la quarta edizione della rassegna culturale “Festival Letteratura e Musica”. Una manifestazione che si svolge in tre serate: una dedicata agli esordienti, una al narratore contemporaneo Marcello Fois e l’ultima alla musica del cantautore Ivan Segreto. L’intero evento è stato promosso dall’ Associazione per l’ Arte.
Dopo i saluti istituzionali del sig. Vito Oliva, in sostituzione del Direttore del Parco Archeologico di Segesta, dott. Luigi Biondo, la giornalista Melania Petriello ha condotto l’intero evento della rassegna.
La serata inaugurale ” Dove cominciano le storie” è stata dedicata agli esordienti: Caterina Battilocchio, Lorena Spampinato e Antonella Desirée Giuffré, scrittrici che hanno evidenziato la figura della donna, vista come figlia, nipote, madre, nonna , dove coraggio, amore e forza si intrecciano in “storie che chiedono di essere raccontate”. Ed ecco che la donna, figura eccelsa, sa essere mite, accogliente, ma nel contempo anche battagliera quando occorre, come la donna descritta nel romanzo storico “La seminatrice di coraggio” di Antonella Desirèe Giuffrè, dove attraverso alcuni eventi storici dimenticati, racconta il cammino delle donne nella nostra patria. La donna-coraggio la troviamo anche nel romanzo “ La guardiana” di Caterina Battilocchio, dove l’insegnamento di “nonna Tita”, “ Non esistono itinerari prefissati o bussole per la vita, ma solo direzioni da prendere con coraggio senza voltarsi indietro”, è l’elemento chiave di tutto il romanzo. Anche in “Cade la notte” di Lorena Spampinato si parla di donne, dove corpi, anime, amore, desiderio, vita, coraggio, sono le parole chiave dell’opera.
Le tre opere sono tutte accomunate dalla stessa parola, “coraggio”: un “ coraggio che urla” e un “ coraggio silenzioso”. Tra i due è quello silenzioso che ha più potere!
Il coraggio silenzioso è di chi senza clamore e senza cercare il plauso altrui, affronta le sfide della vita e si spinge verso il prossimo. Un coraggio che nella vita quotidiana non fa rumore, ma sostiene il mondo; non cerca l’applauso, ma nasce da una profonda necessità interiore, che si manifesta concretamente ogni giorno attraverso: “la costanza e la resilienza” nell’ affrontare la giornata, nel ricominciare da capo, nel sostenere la routine per garantire il benessere della famiglia; “la vulnerabilità e l’onestà emotiva” nel saper dire di no, nel chiedere aiuto, nel mostrarsi autentici; “l’empatia e la cura invisibile”, nell’ assistere chi soffre, nell’ ascoltare, nel perdonare ; “la difesa dei propri confini”, nel tollerare la solitudine, nel saper cambiare idea, nel rimanere gentili rispondendo alla rabbia del mondo.
Il coraggio silenzioso è puro potere: è quello che permette di agire nonostante la paura, di mantenere l’integrità nelle difficoltà e di fare la scelta giusta senza cercare l’approvazione altrui.
Il dialogo, condotto dalla giornalista e scrittrice Melania Petriello, è stato intervallato dalle letture espressive di passi significati dei romanzi, eseguite da Maria Teresa Coraci ed Enrico Stassi, capaci di suscitare emozioni e ricordi, che senza gli “scritti parlanti” sarebbero caduti nell’oblio.
La serata speciale: un connubio perfetto tra parola letteraria, pietra, memoria e pubblico.
Giovanna La Rosa














