Si acuisce il confronto politico all’interno della maggioranza che sostiene l’amministrazione comunale di Partanna. Al centro della vicenda vi sono le critiche espresse in Consiglio comunale dalla consigliera Antonella Mendolia sui tempi di pubblicazione del cartellone dell’estate partannese, alle quali è seguita la dura replica del sindaco Francesco Li Vigni e, successivamente, l’intervento dell’ex assessore Nicola La Rosa.
Nel corso dell’ultima seduta del Consiglio comunale, Mendolia aveva evidenziato il ritardo nella presentazione del programma degli eventi estivi, sollecitando l’amministrazione a una maggiore tempestività nella programmazione. Un rilievo che ha innescato una reazione particolarmente decisa da parte del primo cittadino.
Il sindaco Li Vigni ha infatti affidato la propria risposta a un video pubblicato sui social, nel quale ha respinto le accuse, sostenendo che l’attuale amministrazione presenta il calendario delle manifestazioni estive con maggiore anticipo rispetto alle precedenti gestioni. Nel suo intervento, il sindaco ha inoltre ipotizzato che la consigliera possa essere intenzionata a lasciare la maggioranza per approdare tra i banchi dell’opposizione, invitandola, qualora fosse questa la sua scelta, a compierla senza ulteriori esitazioni anziché continuare a criticare l’azione amministrativa dall’interno della coalizione.
Uno scontro politico che si è ulteriormente acceso con il lungo intervento pubblicato sui social da Nicola La Rosa, ex assessore comunale e marito della consigliera Mendolia, che ha criticato modalità e toni utilizzati dal sindaco.
“La dialettica politica merita rispetto, non monologhi e sarcasmo”, esordisce La Rosa, sostenendo che, se il sindaco riteneva infondate le osservazioni della consigliera, avrebbe dovuto replicare direttamente nell’aula consiliare, “luogo istituzionale per eccellenza”, dove è garantito il contraddittorio e dove ogni consigliere ha la possibilità di intervenire davanti ai cittadini.
Secondo l’ex assessore, la scelta di rispondere attraverso un video sui social avrebbe trasformato il confronto politico in un messaggio unilaterale, senza possibilità di replica, spostando l’attenzione dalle questioni di merito alle presunte intenzioni politiche della consigliera. Nel post vengono inoltre contestate alcune espressioni utilizzate dal primo cittadino, come i riferimenti ai presunti “mal di pancia” e l’invito a “farsi una tisana di alloro”, oltre al linguaggio gestuale adottato nel video, ritenuto particolarmente aggressivo.
La Rosa richiama quindi il ruolo del consigliere comunale, sottolineando come un esponente della maggioranza non debba essere considerato un semplice esecutore delle decisioni del sindaco, ma mantenga il diritto e il dovere di esprimere dubbi, formulare osservazioni e avanzare critiche nell’interesse della comunità. “Il dissenso non è un tradimento”, afferma, evidenziando come il confronto interno rappresenti un elemento fisiologico della vita democratica.
Nel suo intervento viene inoltre criticata l’idea che alcune osservazioni siano considerate legittime soltanto quando provengono dall’opposizione. Una visione che, secondo La Rosa, finirebbe per ridimensionare sia l’autonomia dei consiglieri di maggioranza sia il ruolo della minoranza, chiamata non soltanto a contestare, ma anche a svolgere una funzione di controllo e proposta nell’interesse della collettività.
L’ex assessore si sofferma infine anche sul linguaggio utilizzato dal sindaco nei confronti della consigliera Mendolia, osservando che espressioni come “si faccia una tisana di alloro”, rivolte pubblicamente a una rappresentante istituzionale, possono essere percepite come paternalistiche e richiamare stereotipi di genere, risultando poco coerenti con il rispetto che dovrebbe caratterizzare il confronto tra amministratori pubblici.
“La democrazia si rafforza quando il dissenso viene ascoltato e rispettato, non quando viene deriso”, conclude La Rosa, ribadendo che la lealtà alla maggioranza non può tradursi nell’obbligo di condividere ogni decisione dell’amministrazione o di rinunciare al confronto politico.
La vicenda mette in evidenza un clima di crescente tensione all’interno della maggioranza consiliare partannese, aprendo interrogativi sugli equilibri politici che sostengono l’amministrazione comunale e sull’evoluzione dei rapporti tra il sindaco e una parte della sua stessa coalizione. Resta ora da capire se il confronto potrà rientrare nell’ambito del dibattito istituzionale o se le frizioni emerse nelle ultime ore avranno ulteriori sviluppi sul piano politico.













