Il 9 luglio del 2026, presso il Parco Archeologico di Selinunte, si è tenuto la conferenza dal titolo “Sbarco in Sicilia degli Alleati”, noto anche come “Operazione Husky”.
I saluti istituzionali del Direttore del Parco, dott. Felice Crescente, hanno introdotto la tematica nel suggestivo Museo Baglio Florio, vero e proprio luogo di memoria, per la città e per tutto il territorio, dove si tengono mostre ed eventi culturali. Come aggiunto dall’Assessore Rosalia Ventimiglia, la “verità” storica del dott. Maurizio Tosco entrerà nelle scuole. Questo permetterà ai nostri giovani di studiare la vicenda per “conoscere la storia di ieri e meglio comprendere quella di oggi”.
La moderatrice, dott.ssa Serafina Di Rosa invita il dott. Maurizio Tosco, scrittore e ricercatore, a raccontare la “vera” storia dello sbarco in Sicilia degli Alleati, l’ eventuale aiuto che avrebbero ottenuto da esponenti mafiosi siciliani, in particolare il contributo del boss italo-americano Lucky Luciano, per facilitare l’avanzata e stabilire l’ordine.
Lo studioso Maurizio Tosco, già autore del libro “L’ Immacolata segreta del 1943. Il misterioso viaggio di Roosevelt a Castelvetrano”, inizia col presentare i suoi collaboratori il Dott. Sandro Taormina, Rizzo Davide, D’Ambrosio, poi entrando in merito alla tematica storica, ancora “ calda” visto il prezzo altissimo pagato dalla popolazione civile (tra bombardamenti e vittime innocenti) e personale militare, smentisce che il Luciano abbia collaborato con il governo americano, ma asserisce che lui ha solo avuto un ruolo molto limitato nell’ Operazione Underworl (Operazione Mondo Sotterraneo ). Il boss Lucky Luciano arrestato nel 1936 per sfruttamento della prostituzione, detenuto nel penitenziario di massima sicurezza di Clinton (a Dannemora, New York) , venne chiamato in causa dall’Office Of Naval Intelligence (ONI) a collaborare con il governo americano perché temeva attacchi da parte di agenti dell’Asse e la vulnerabilità dei moli, come l’incendio doloso del Transatlantico SS Normandie nel porto di New York nel 1942. Il malavitoso esercitando il suo potere di “Capo di Cosa Nostra” doveva proteggere i porti americani da spie e sabotatori delle navi. Accettando questa proposta, il mafioso per meglio collaborare con l’intelligence militare americana sarebbe stato trasferito nel carcere di Sing Sing (a Ossining, New York) e a risultati raggiunti avrebbe ottenuta la clemenza giudiziaria. Infatti, il malavitoso Lucky Luciano, dopo aver scontato nove anni e mezzo, nel 1946 fu scarcerato e deportato in Italia, dove morì nel 1962, per un attacco cardiaco.
La tesi che lui non ha aiutato gli Alleati nello sbarco sulle coste siciliane è avvalorata dalle ricerche dello storico effettuate negli Archivi Statunitensi del National Archive Record Administration, del Federal Bureau Investigation e dell’ Office of Naval Intelligence e dai numerosi documenti e dal documentario proiettato in sala. Inoltre, lo scrittore afferma che la vittoria degli Alleati è dovuta a tattiche strategiche operate dalle truppe anglo-americane che in modo congiunto hanno attaccato per via terra, mare e cielo, le forze italo-tedesche già deboli.
Lo sbarco degli Alleati è avvenuto il 10 luglio del 1943 in Sicilia perchè considerata un punto strategico fondamentale per l’Asse italo-tedesco, per la posizione geografica al centro del Mediterraneo, vero e proprio ponte per collegare l’Europa all’Africa e base militare cruciale, ma nel contempo rappresenta il “ventre molle” dell’ Asse. Infatti, attaccandola avrebbero indebolito il regime di Mussolini, come del resto fu provocando la “caduta” del duce e avrebbero aperto la strada verso la Germania. La vittoria fu data dalla loro superiorità di uomini e mezzi, al dominio del mare e dell’ aria, e a migliori strategie, che costrinsero i soldati italiani ad arrendersi, e quelli tedeschi a scappare nel continente, ciò causò la caduta di Mussolini, l’ avanzata nella penisola e la sconfitta del regime nazifascista in Italia. Un territorio martoriato da diversi momenti critici, ma che ha saputo rialzarsi e portare in alto il suo nome, grazie anche all’ intervento dei partigiani (C. L.N.).
Altresì, il mafioso Lucky Luciano non avrebbe mai potuto collaborare in campo con il governo americano, in quanto aveva lasciato il suo paese, Lercara Friddi, in provincia di Palermo all’età di otto anni. Troppo piccolo per ricordare i luoghi, le coste e dare informazioni tecniche sul territorio. Sono state le foto e i filmati eseguiti dagli aerei militari americani e i plastici riprodotti in scala, le guide tascabili distribuite ai soldati a fornire loro maggiori dettagli sul territorio. Ecco spiegato il mistero!
La conferenza si conclude con un momento conviviale offerto, dalle Cantine Musita di Salemi. Davanti al vasto pubblico presente nella sala, il Direttore sig. Vito Amato, spiega la sua filosofia: il vino non è solo un prodotto commerciale, è cultura, è storia del territorio siciliano.
Giovanna La Rosa


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