L’inaugurazione dei nuovi locali dell’ASD “Valle del Belice” a Santa Ninfa, in via Pio La Torre, ha segnato un momento di straordinaria vitalità e aggregazione per l’intero territorio. La serata di giovedì 16 luglio ha visto una grandissima partecipazione da parte dei giocatori momento di straordinaria vitalità e aggregazione per l’intero territorio. La serata di giovedì 16 luglio ha visto una grandissima partecipazione da parte dei giocatori di burraco, richiamando oltre sessanta appassionati che hanno voluto celebrare insieme l’apertura di uno spazio stabile e interamente dedicato all’incontro settimanale. A testimonianza del forte legame che unisce le realtà associative del circondario, all’evento hanno preso parte attiva anche delegazioni di spicco provenienti dai comuni vicini, tra cui l’ASD Joker di Castelvetrano, l’ASD Il Ventaglio di Menfi e gli Amici del Burraco di Salemi, trasformando la manifestazione in una vera e propria festa del comprensorio belicino.
L’accoglienza e la perfetta riuscita di questo primo appuntamento nella nuova sede sono state coordinate con encomiabile cura dalle dirigenti Maria Lattuca Antonella, Sandra Lo Truglio e Marinella Di Giuseppe. Le organizzatrici hanno saputo predisporre ogni dettaglio al meglio, offrendo ai numerosi partecipanti una squisita torta artigianale e dolcini vari per festeggiare il prestigioso traguardo. Inoltre, per sedare la calura di questa torrida estate siciliana, l’ospitalità è stata arricchita da una costante disponibilità di bibite fresche, che hanno reso l’atmosfera e lo svolgimento del gioco piacevoli e fluidi dall’inizio alla fine.
Al di là dell’aspetto puramente ludico e del rigore tecnico garantito dai regolamenti FIBUR, le attività associative legate al burraco assumono, in un territorio strutturalmente carente di iniziative sociali e ricreative dedicate alle fasce d’età più mature, un ruolo profondamente meritorio e da valorizzare con decisione. Spazi come questo rappresentano un presidio sociale fondamentale, capace di contrastare l’isolamento e di stimolare un confronto interpersonale autentico. Misurarsi attorno a un tavolo verde spinge inevitabilmente a riflettere su alcuni aspetti relazionali complessi che appartengono alla natura più istintiva dell’uomo, offrendo un’occasione preziosa di crescita e autoconsapevolezza.
In un contesto sociale che spesso esaspera l’individualismo, l’esperienza del gioco condiviso insegna che la competizione non deve mai essere elevata a valore primario o totalizzante. Non si tratta di concentrarsi sul primeggiare a tutti i costi o sull’annichilimento sportivo dell’altro, bensì di riscoprire e gustare la bellezza della relazionalità con l’antagonista. Il rispetto profondo delle regole stringenti del gioco diventa così la cornice ideale entro cui sviluppare una sana dialettica umana, dove la sfida intellettuale cammina di pari passo con l’empatia, l’educazione e la condivisione comunitaria.
Antonio Scimonelli















