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Partanna apre le sue porte: il Belice più autentico entra nei Borghi dei Tesori Fest

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C’è una Sicilia che continua a raccontarsi lontano dai percorsi più battuti, custodendo nel silenzio dei suoi vicoli una storia millenaria fatta di dominazioni, rinascite e tradizioni contadine. È la Sicilia di Partanna , borgo del Belice che quest’anno entra per la prima volta nel circuito di Borghi dei Tesori Fest , trasformandosi in palcoscenico di un viaggio lento tra archeologia, architetture sacre, natura e cultura gastronomica.

Sabato 23 e domenica 24 maggio il paese — che gli arabi chiamavano Barthannah, “terra sicura” — aprirà eccezionalmente le sue porte per l’ultimo fine settimana del festival, invitando i visitatori a esplorare un territorio segnato dalla storia ma capace, ancora oggi, di sorprendere per autenticità e bellezza.

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Qui, tra il Belice e il Modione, le tracce del passato emergono con discrezione: dalle tombe a camera del sito archeologico di Contrada Stretto fino alle testimonianze della lunga stagione feudale della famiglia Grifeo, che governò Partanna dal XII secolo fino all’elevazione a principato nel Seicento. E poi la memoria del terremoto del 1968, ferita ancora visibile ma mai trasformata in resa: il borgo ha saputo ricostruirsi senza perdere il legame con il proprio centro storico e con la propria identità.

Il programma del festival accompagnerà il pubblico dentro questa stratificazione di storie e paesaggi. Tra gli itinerari più suggestivi spicca la visita alla chiesa di San Rocco, edificata nel 1576 come voto collettivo per la fine della peste e riconoscibile da lontano grazie alla slanciata torre campanaria rivestita di maioliche verdi. Un luogo che racconta la devozione popolare ma anche l’eleganza architettonica di una comunità profondamente legata alle proprie radici.

Le porte si apriranno anche sull’ex convento delle Benedettine, fondato nel 1660 e oggi sede della Biblioteca comunale: qui la scoperta del patrimonio storico si intreccerà ai sapori del territorio attraverso degustazioni dedicate all’olio extravergine, alle olive Nocellara del Belice e alla Vastedda del Belice Dop, simboli di una cultura agricola che continua a rappresentare l’anima economica e identitaria della valle.

Per chi preferisce vivere il borgo in movimento, il festival propone un tour in e-bike tra vicoli antichi, giardini nascosti e scorci sulla campagna belicina, passando accanto al Castello Grifeo e alla chiesa di San Rocco. Un’esperienza immersiva che unisce paesaggio urbano e natura, seguendo il ritmo lento della Sicilia interna.

E ancora, incontri con i pastori del territorio, passeggiate tra gli uliveti e dimostrazioni di produzione della ricotta fresca e della Vastedda Dop, fino a un pranzo contadino accompagnato dai vini locali: momenti che restituiscono il senso più autentico dell’ospitalità rurale siciliana.

Non mancherà, infine, un trekking urbano dedicato a chi desidera scoprire Partanna passo dopo passo, attraversando cortili, palazzi nobiliari, chiese e belvedere che custodiscono l’anima più intima del paese.

Un debutto che segna l’ingresso di Partanna in una rete di borghi capaci di trasformare il patrimonio culturale in esperienza viva.

Stefano Caruso

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