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NON RESTIAMO A SALEMI SENZA VISIONI: SE RESTARE NEI BORGHI DIVENTA UNA SCELTA SENTIMENTALE E POLITICA .

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SALEMI – C’è una domanda sottile, eppure drammaticamente urgente, che attraversa i vicoli in pietra e le piazze all’ombra del Castello Normanno-Svevo di Salemi: restare nei borghi è davvero una scelta autonoma o è ormai un atto di pura resistenza? È intorno a questo interrogativo che si è sviluppato il manifesto culturale espresso negli incontri del Salìber Off. L’imperativo che emerge dal territorio è chiaro: “Non restiamo a Salemi senza visioni”, un grido e una linea di azione che rivendicano il diritto a non trasformare l’entroterra siciliano in un guscio nostalgico e privo di futuro.

L’evento, organizzato dall’associazione culturale Liber…i, si è svolto proprio ieri sera nella suggestiva cornice del Castello Normanno-Svevo di Salemi, attirando cittadini, attivisti e addetti ai lavori attorno a una tavola rotonda tanto partecipata quanto necessaria.

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Il dibattito al Castello ha visto confrontarsi in prima linea l’ antropologa Anna Rizzo (autrice del saggio “ I paesi invisibili. Manifesto sentimentale e politico per salvare i borghi d’Italia ”) e Carmelo Traina , attivista e fondatore del movimento Patto X Restare. Al centro del confronto, i nodi cruciali della cosiddetta “restanza”, che non si traduce semplicemente nell’abitare fisicamente un luogo, ma nel rivendicarne i diritti fondamentali: infrastrutture stabili, servizi efficienti e una progettualità culturale a lungo termine.

All’incontro hanno preso parte attiva numerose figure chiave dello sviluppo locale e delle istituzioni culturali. Renato Alongi , funzionario dell’Assessorato regionale dei beni culturali e responsabile della Rete delle Biblioteche della Provincia di Trapani (Biblio TP), ha rimarcato il ruolo cruciale dei presidi di lettura territoriali, mentre l’intervento dell’urban reanimator Fabrizio Internicola ha aperto nuove prospettive pratiche sul recupero creativo degli spazi urbani in disuso.

La tavola rotonda ha beneficiato di testimonianze concrete legate a chi a Salemi ha deciso di investire idee e risorse. Carla Pianese , general manager della Salemi School of Ceramics SRL, ha illustrato l’importanza di far ripartire la tradizione manifatturiera locale come volano economico e identitario per i giovani. A farle eco è stato Riley Patrick Noonan (esponente del progetto The One Euro Dream), che ha analizzato l’impatto internazionale e le potenzialità abitative nate dal celebre progetto delle case a un euro, capaci di attrarre nuove energie dall’estero.

Il dibattito ha toccato corde sociali profonde grazie alla partecipazione di Giuseppe Bongiorno (esponente di CPI Spazio Sociale) e degli attivisti Valerio Cascio e Filippo Triolo, quest’ultimo nella duplice veste di animatore culturale e direttore artistico del Salìber Fest. Dagli interventi è emersa con forza la necessità che la burocrazia e i piani strutturali non rimangano contenitori sterili: serve una visione comunitaria in grado di unire memoria storica e contemporaneità.

A riassumere il senso profondo dell’incontro è stata la potente chiosa finale di Filippo Triolo , che ha concluso il dibattito ricordando l’esistenza di un doppio binario imprescindibile per le nuove generazioni e per il destino delle aree interne: “ Il diritto a partire, ma anche, e soprattutto, il diritto a restare .”

“Non restiamo senza visioni” diventa così il fulcro di un nuovo patto sociale per la Valle del Belìce. La sfida lanciata da Salemi non è quella di cristallizzare i paesi in borghi-cartolina ad uso e consumo di un turismo transitorio, ma quella di trasformarli in laboratori stabili di pensiero critico.

Giovanna La Rosa

Da sx. Carmelo Traina, Filippo Triolo e Anna Rizzo

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