Nel mondo in cui viviamo gli eventi si susseguono in un disordine organizzato, le lotte e le cadute sono continue, le guerre e le tregue apparenti si alternano, rumori assordanti e concerti si intrecciano, mafia e Antimafia si rincorrono in un duello infinito ormai da oltre sessant’anni, in un balletto di omertà e verità, una sorta di braccio di ferro tra criminalità e legalità,

Maggio è un mese carico di eventi che si contrappongono, da un lato la morte e dall’altro la rinascita e come una tavolozza di colori, in mano ad un’ artista, alcuni prevalgono sugli altri. Osservando con attenzione le tinte, ci accorgiamo che prevale il rosso nella varie gradazioni, il rosso scarlatto più acceso, è simbolo della protesta e della lotta operaia, mentre le tonalità più cupe indicano il dolore. A completare il quadro simbolico il rosso vivo rappresenta l’ amore, il nero l’ anarchia, la mafia e la distruzione totale contrapposto al bianco che significa fede, luce e pace. Infine il giallo emerge come simbolo di rinascita, vita, speranza, forza e resilienza nella lotta alla mafia.
Purtroppo, il mese di maggio è fortemente tinteggiato di rosso con lunghe striature nere; proprio per questo viene ricordato come il mese degli attentati mafiosi e terroristici che hanno segnato il nostro Paese e in particolare la Sicilia, spesso definita “terra martoriata” o “di martiri”, in quanto segnata da violenze legate alla criminalità e sfide sociali. Per dovere civico ricordiamo due gravissime stragi che hanno coinvolto numerosi innocenti: la ” Strage di Portella della Ginestra” avvenuta il 1º maggio del 1947 e la Strage di Capaci avvenuta il 23 maggio del 1992, insieme al martirio di figure simbolo di legalità, come Giovanni Falcone (23 maggio del 1992), Paolo Borsellino, Peppino Impastato (9 maggio del 1978), uccisi per aver sfidato il potere criminale.
La prima Strage dell’Italia Repubblicana è, appunto, quella del 1° maggio del 1947, avvenuta a Portella della Ginestra, una località tra Piana degli Albanesi e San Giuseppe Jato, vicino a Palermo. Qui, la banda del bandito Salvatore Giuliano sparò sulla folla di contadini riuniti per celebrare la vittoria delle sinistre alle elezioni regionali e la richiesta di terre incolte, uccidendone alcuni. Sebbene Giuliano sia stato l’esecutore materiale, i mandanti politici e mafiosi non sono mai stati ufficialmente identificati, rendendo l’evento uno dei misteri irrisolti della storia italiana nonché considerata la prima strage politico-mafiosa dell’Italia unita.
A questo primo evento segue il periodo noto come “Anni di Piombo” (inizio anni ‘70- primi anni ‘80) caratterizzato da una violenza estrema che ha causato oltre 400 vittime legate al terrorismo di estrema destra e di estrema sinistra. In questo clima di scontri, spiccano i casi di Aldo Moro e Peppino Impastato . Nonostante le diverse matrici- il primo presidente della D. C. , ucciso dalle Brigate Rosse per colpire lo Stato; il secondo attivista siciliano, eliminato dalla mafia per le sue denunce – entrambi subirono la stessa sorte : rapimento e omicidio, con il tragico ritrovamento dei corpi avvenuto, per coincidenza, nella stessa giornata.
La strage di Capaci, avvenuta il 23 maggio 1992, nella quale morì il giudice antimafia Giovanni Falcone, la moglie Francesca Morvillo e gli agenti della scorta, rappresenta una delle pagine più tragiche della storia italiana. Giovanni Falcone venne ucciso dalla mafia per il suo ruolo centrale nella lotta a Cosa Nostra, in particolare per aver ideato il Pool Antimafia e istruito il “Maxi processo” di Palermo (noto come “La Primavera”) che ha rappresentato una storica svolta nella giustizia italiana. Infatti, grazie a quel processo è stato dimostrato che la mafia non era un fenomeno invincibile. Come affermava lo stesso Falcone: ”La mafia non è affatto invincibile; è un fatto umano e come tutti i fatti umani ha un inizio e avrà anche una fine.” La reazione di Cosa Nostra non tardò ad arrivare. Un’esplosione squarciò l’autostrada A29 Palermo-Trapani in prossimità dello svincolo di Capaci dove avvenne la tragica strage (oggi è presente un monumento commemorativo). L’attentato fu un atto di sfida terroristica allo Stato finalizzato a fermare l’azione giudiziaria contro il sistema mafioso.
A causa della strage di Capaci, il 23 maggio si celebra la “Giornata Nazionale per la legalità”, istituita dal 2002. Ogni anno, in questa data, si svolgono manifestazioni in tutta Italia, con il fulcro a Palermo, per commemorare le vittime delle mafie e promuovere la cultura della legalità, specialmente nelle scuole.
Nel 2007 viene istituito il “Giorno della Memoria” per ricordare tutte le vittime del terrorismo interno e internazionale e delle stragi di tale matrice, con l’obiettivo di non dimenticare le vittime e le loro famiglie. Viene celebrato il 9 maggio di ogni anno, data scelta per ricordare il giorno in cui furono trovati i corpi di Aldo Moro a Roma e di Peppino Impastato a Cinisi, quest’ultimo considerato un simbolo fondamentale dell’antimafia sociale e culturale in Italia.
Dal 2023 si celebra la manifestazione artistico-culturale denominata “A nome loro- Musiche e voci per le vittime di mafia”. L’evento mira a onorare le vittime di mafia, promuovere la Cultura della legalità e sensibilizzare contro la criminalità organizzata. Quest’ anno si terrà il 30 maggio 2026 nel Sistema delle Piazze a Castelvetrano, per riappropriarsi degli spazi cittadini e dare voce alla parte onesta della comunità. Un’ iniziativa che unisce arte, cultura e turismo nel segno del riscatto perché non tutto è nero o rosso c’è anche il bianco, simbolo di rinascita e cambiamento.
Giovanna La Rosa













