Castelvetrano, festeggia la “Festa della Liberazione” in un modo del tutto inusuale, ma con un alto valore Artistico-Culturale per la scelta della location e per il soggetto: il Parco Archeologico, quale sede dell’evento e “Selìbria”, la “fiera del libro”, quale simbolo di libertà di stampa, di parola e di pensiero, nonché di emancipazione e conoscenza, di resistenza contro i regimi illiberali. Libertà che ha riconquistato, in quel non lontano 1945 quando le truppe degli alleati angloamericani liberarono l’Italia dall’occupazione militare tedesca e dal regime fascista che aveva imposto la dittatura. Un momento magico per l’Italia per la ritrovata libertà, indipendenza, democrazia e unità nazionale.
Entrando nel Parco Archeologico di Selinunte, guardandosi intorno, già si respira la ” libertà” , quella che viene quasi mistificata dalla magnificenza dei Templi e dalla vista paradisiaca del cielo che avvolge il mare e la natura in un lungo, intenso e sensuale abbraccio visivo, inebriandone la mente di chi osserva. Il “profumo” che si respira è quello della Libertà assoluta, dove la fiera di libri, colori, sapori, odori e case editrici fanno da cornice sacro-profana.
“Selìbria” è, la prima fiera del libro, organizzata dal Club per l’UNESCO di Castelvetrano Selinunte in collaborazione con CoopCulture, per promuove il piacere della lettura, la pubblicazione dei libri e la tutela della proprietà intellettuale. L’evento si è svolto, all’interno del Parco Archeologico di Selinunte, nella Sala del Baglio Florio, suddivisa in tre settori ospitante nel contempo: il convegno, gli stand di libri e quelli enogastronomici.
Dopo i saluti di benvenuto del dott. Felice Crescente, direttore del Parco Archeologico di Selinunte, Cave di Cusa e Pantelleria, e del dott. Nicola Miceli, presidente del Club per l’Unesco di Castelvetrano-Selinunte, il prof. Giuseppe Libero Bonanno, conduttore dell’evento, introduce il convegno “Tra mito e inchiostro. Editoria e libri di ieri e di oggi”, e invita gli esperti presenti, saggisti e giornalisti a relazionare sull’importanza del libro nel mondo attuale dove l’intelligenza artificiale interferisce sulla scrittura e sulla saggistica. Gli ospiti, il Dott. Ernesto Oliva, l’ing. Salvatore Pisciotta e il prof. Giuseppe Girgenti, all’unisono sostengono che il libro è supporto fisico e digitale, oggetto di crescita personale, forma di evasione e di emozione, indispensabile per l’evoluzione del pensiero, strumento di inclusione e di memoria, e l’uomo pur vivendo in un contesto digitalizzato continua a possedere e mantenere viva la creatività, quella metacompetenza propria del genere umano che lo differenzia dal robot umanoide. Inoltre, gli esperti considerano che l’IA è un’ arma “a doppio taglio” capace di generare benefici straordinari e, simultaneamente, di introdurre rischi profondi. Bisogna, quindi, conoscere bene i meccanismi dell’AI per non farsi dominare. Questi interventi alquanto interessanti hanno arricchito le conoscenze, “colonne del sapere” di ciascuno e alimentato quell’ aria festosa, che già si respirava entrando in un luogo, quale il “Museo” dove è presente un connubio di Arte e Cultura fatta di storia, tradizioni e identità di un popolo.
Durante la pausa gli stand di libri di vario genere letterario delle diverse case editrici e librerie siciliane come “Aulino Editore”, “Il pozzo di Giacobbe”, “Libridine”, “”Lithos Edizioni”, “Margana Edizioni”,“ Medinova 30°”, “Mondadori Point Castelvetrano, “ Multiverso Edizioni”; “Navarra Editore”, “New Edivideo”, “Libreria Il Colombre” e “Quick Edizioni”, si sono riempiti a dismisura di gente spinta dalla curiosità, dalla necessità dell’acquisto o di conservazione per puro collezionismo. Anche gli stand delle eccellenze enogastronomiche, quali l’olio della Nocellara del Belice, il pane nero di Tumminia, il miele dell’ape nera sicula di Selinunte, il vino Mandrarossa delle “Cantine Settesoli”, hanno avuto “momenti di gloria”, infatti non sono mancati degustazioni e foto con i prodotti biologici locali. In altri termini, gli stand di libri dai colori e immagini ammiccanti e gli stand di sapori autentici hanno soddisfatto la mente e il palato dei tanti visitatori accorsi per colmare curiosità e conoscenze regresse.
Giovanna La Rosa















