La sanità territoriale nella provincia di Agrigento attraversa una fase critica. A lanciare l’allarme è il sindaco di Santa Margherita di Belice, , che denuncia una situazione sempre più difficile legata alla carenza di medici e alla fragilità del sistema di guardia medica.
Il problema principale riguarda il reclutamento dei professionisti sanitari, sempre meno attratti dal servizio pubblico e più orientati verso il settore privato. Una tendenza che sta lasciando scoperti servizi essenziali per la popolazione, in particolare nelle aree più periferiche.
Per segnalare formalmente la gravità della situazione, il 23 aprile 2026 è stata inviata una comunicazione ufficiale alla Prefettura e ai vertici dell’ Asp di Agrigento. Una richiesta chiara: intervenire con urgenza e convocare un tavolo tecnico per individuare soluzioni concrete.
A preoccupare ulteriormente è anche il mancato svolgimento di un incontro già programmato per il 12 marzo scorso con i dirigenti sanitari, annullato senza che sia stata fissata una nuova data. Un segnale che, secondo gli amministratori locali, evidenzia la difficoltà nel trovare risposte tempestive.
Le conseguenze di questa crisi sono già visibili sul territorio. In alcune zone si è reso necessario accorpare i presidi di guardia medica, riducendo così la capillarità del servizio. Inoltre, l’apertura di nuove strutture, come gli ospedali di comunità, rischia di aggravare la situazione in assenza di un adeguato potenziamento del personale.
Anche la medicina specialistica convenzionata mostra segnali di arretramento, proprio mentre cresce la domanda di assistenza a causa dell’invecchiamento della popolazione e dell’aumento delle patologie croniche.
In questo contesto, un ruolo fondamentale è svolto dal volontariato locale. Esperienze come la Casa della Salute “Danilo Dolci” hanno contribuito concretamente al funzionamento della guardia medica di Santa Margherita, offrendo supporto logistico e tutela per il personale sanitario.
L’appello finale è rivolto alle istituzioni: occorre rilanciare i servizi sanitari territoriali e valorizzare la collaborazione con il volontariato, per garantire un’assistenza dignitosa, soprattutto alle fasce più fragili della popolazione.
La richiesta è chiara: servono interventi immediati e condivisi per evitare che la crisi della sanità locale si trasformi in un’emergenza ancora più grave.













