Nel centro storico di Calatafimi quest’anno si è svolta la trentatreesima edizione della “Sagra del Maccherone”, la più antica delle sagre gastronomiche dell’estate.
Un evento culinario che celebra la pasta fatta a mano e condita in vari modi: con ragù di maiale, al pesto trapanese, con pesce spada e melenzane, gamberi e pistacchio, salsiccia e funghi ed altri condimenti arricchiti e rivisitati dalla fantasia dei cuochi. Altri stand proponevano prodotti locali, come granite, dolci quali le ruote del carro farcite con la ricotta, le sfinci, il miele, la birra artigianale, il vino e liquori vari. Lungo la via principale della città, oltre agli stand che mostravano le loro mercanzie rigorosamente lavorati a mano come portachiavi e calamite personalizzati ed attrezzi di cucina in legno d’ ulivo, erano aperti anche gli esercizi commerciali e i negozi presenti.
Il fiore all’occhiello della sagra è stato rappresentato dall’esposizione di alcuni carretti siciliani proposti dal “Ceto dei Cavallari”, un ceto antichissimo fondato intorno al 1650. Tra i promotori dell’iniziativa, Sebastiano Saladino e Gaspare Adamo collaborati da familiari ed amici, hanno allestito all’interno di alcune sale dell’ex convento di San Francesco, un museo permanente dedicato al “Carretto siciliano” e corredato da fotografie scattate durante la festa del Santissimo Crocifisso, festa in cui sfilano i carretti trainati da cavalli fieri, magnifici e riccamente bardati, dove trovano posto i componenti del Ceto dei Cavallari che lanciano doni alla folla come cucciddati, confetti, caramelle, piccoli rami di alloro, ciò a significare l’abbondanza, la condivisione e la devozione profonda verso il Santo patrono.
La sagra ha riscosso particolare successo durante le due serate vista la notevole affluenza di persone provenienti da ogni parte della Sicilia occidentale, che hanno apprezzato e scoperto il centro storico di Calatafimi, ricco di chiese e palazzi monumentali, grazie anche alle indicazioni logistiche e alle notizie fornite dagli organizzatori della sagra.
Giovanna La Rosa















