Dal 8 al 10 maggio il Parco Archeologico di Selinunte si trasforma in un laboratorio diffuso di fotografia sociale, dove il linguaggio delle immagini incontra uno dei paesaggi archeologici più importanti del Mediterraneo. Tra il Tempio E, il Baglio Florio e la borgata di Marinella, prende forma un percorso espositivo che unisce mostre, incontri, workshop, proiezioni e letture portfolio.
L’obiettivo del festival è quello di riportare la fotografia alla sua funzione più profonda: non la spettacolarizzazione del reale, ma la sua comprensione critica. Le opere selezionate affrontano temi urgenti e trasversali come confini, corpi, trasformazioni del paesaggio, memoria e dinamiche di comunità e resistenza.
L’inaugurazione è prevista venerdì 8 maggio alle ore 17:00 sulla gradinata del Tempio E, punto simbolico del sito. Da lì si avvierà un itinerario che coinvolge sei mostre, visitabili fino al 7 giugno e integrate nel percorso di visita del parco.
Tra gli autori presenti figurano Francesco Pistilli, Cristina Vatielli, Giulia Piermartiri ed Edoardo Delille, insieme al collettivo Ronin Platform, a Laura Urbana e a Sergio Attanasio, vincitore della Open Call Under 35. Una selezione che mette in dialogo approcci documentari, sperimentali e narrativi, offrendo una lettura plurale della contemporaneità.
Il festival, promosso da Senzanome APS con il sostegno di Cantine Musita e CoopCulture e la collaborazione del Parco Archeologico di Selinunte e delle istituzioni locali, costruisce un ponte tra fotografia contemporanea e patrimonio archeologico, restituendo al territorio un ruolo attivo nella produzione culturale.













