Home Musica e Spettacolo Santa Ninfa, la storia della martire rivive in chiesa attraverso il teatro

Santa Ninfa, la storia della martire rivive in chiesa attraverso il teatro

- Pubblicità -

Grande partecipazione e commozione per “NYMPHE”, il dramma sacro scritto e diretto da Giacomo Bonagiuso, con la partecipazione degli allievi del Teatro Kepos. Un viaggio nella storia della Santa per riscoprirne, prima ancora della santità, l’umanità.

Non una statua da venerare, ma una donna da conoscere. È questa la chiave di lettura di “NYMPHE”, il dramma sacro che ha riportato la storia di Santa Ninfa all’interno della Chiesa Madre, coinvolgendo centinaia di spettatori in una serata di intensa emozione.

- Pubblicità -

Scritto e diretto da Giacomo Bonagiuso, lo spettacolo si avvale della partecipazione degli allievi del Teatro Kepos e recupera la tradizione dei Sacri Ludi medievali. Al centro della narrazione la vicenda di Ninfa, il suo rapporto con la fede e il difficile legame con il padre, prefetto romano, fino alla scelta di sacrificare la propria vita per Cristo.

Una rappresentazione concepita come drammaturgia su più livelli, nella quale parola, movimento scenico, luci e immagini dialogano per trasformare l’intero spazio della chiesa in un luogo di narrazione e partecipazione.

In scena Maria Etiopia, Aurora Di Nino, Giovanna Scarcella, Gina Bevilacqua, Vita Ciotta, Sabrina Colaci, Giulio Montalbano, Alessio Mangiaracina, Marisol Curseri, Ninfa Critti, Giorgia Cardinale, Giada Butera, Greta Calandrino, Sofia Sammartano, Aurora Silistria Milazzo, Flavia Vaiana e Sofia Caraccia. Le immagini sono firmate da Pask Creative Studio, mentre suono e luci sono affidati a Primafila.

Prodotto dal Teatro Libero di Castelvetrano, il progetto ha ricevuto il patrocinio e il contributo del Libero Consorzio Comunale di Trapani, con uno stanziamento di 5 mila euro, il patrocinio del Comune di Santa Ninfa e la sponsorizzazione di RWE.

L’obiettivo di Bonagiuso è stato quello di restituire alla comunità Santa Ninfa attraverso Ninfa. Non santi irraggiungibili, quasi figure mitologiche incapaci di provare paura e dolore, ma uomini e donne autentici, attraversati dal dubbio, dalla sofferenza e dalla forza delle proprie convinzioni.

Un modo per raccontare la fede senza retorica e contrastare ogni forma di bigottismo, restituendo ai santi la loro dimensione umana. La partecipazione e la commozione del pubblico hanno confermato il valore dell’iniziativa: fare del teatro uno strumento di memoria, identità e riscoperta spirituale.

Perché i santi non sono soltanto figure da contemplare, ma vite da ascoltare. E le loro storie possono ancora essere segnali di luce nel buio e nel dolore del nostro tempo.

- Pubblicità -