Dal 23 al 26 luglio Salemi torna a essere un laboratorio di confronto culturale con la sesta edizione del Salìber Fest – il Festival del Libro della città di Salemi. Ad anticipare il programma principale ci saranno alcuni appuntamenti nei giorni precedenti, mentre un fuori-festival è già previsto per il mese di settembre.
Il tema scelto per l’edizione 2026 è una parola tanto semplice quanto densa di significati: “Resistenze”, rigorosamente al plurale. Un titolo che attraversa la storia e l’attualità, le vicende collettive e quelle individuali, proponendo una riflessione sulle molte forme attraverso cui persone, comunità e territori continuano a opporsi alla violenza, all’ingiustizia, all’emarginazione e all’oblio.
Il festival conferma così la propria vocazione a essere non soltanto una rassegna letteraria, ma anche uno spazio di approfondimento civile e politico, capace di interrogare il presente attraverso libri, autori e dibattiti. Un percorso che si intreccia con il centenario della morte di Piero Gobetti, figura simbolo dell’antifascismo italiano, e con la sua eredità intellettuale.
Le “Resistenze” raccontate dal Salìber Fest attraverseranno scenari molto diversi. Dalle guerre che segnano il presente alle vicende dei popoli sottoposti a occupazione e persecuzione, con uno sguardo rivolto sia all’Ucraina sia alla Palestina. Accanto ai conflitti contemporanei troverà spazio la memoria della Resistenza italiana, nell’ottantesimo anniversario della nascita della Repubblica, insieme alla storia della resistenza etiope contro il colonialismo fascista.
Il programma allargherà poi lo sguardo alle trasformazioni politiche e culturali europee, con approfondimenti dedicati all’Ungheria e alla sua recente stagione di cambiamenti, ma anche a figure centrali della cultura magiara come László Krasznahorkai e Béla Tarr.
Non mancheranno i temi della giustizia e delle migrazioni, con riflessioni sulle vicende di chi attraversa il Mediterraneo e sui rapporti tra diritto, pena e responsabilità morale. Allo stesso tempo il festival porterà l’attenzione sulla Sicilia, affrontando questioni che riguardano da vicino il territorio, dalla criminalità organizzata alle nuove paure che attraversano Palermo, fino alla sfida delle aree interne, chiamate a confrontarsi con lo spopolamento e con il valore della “restanza”.
Le resistenze saranno anche quelle quotidiane e silenziose: il lavoro, la fatica, la scelta di restare, la difesa dell’ambiente in un territorio che ogni estate fa i conti con gli incendi, così come le battaglie per i diritti delle donne, con un pensiero rivolto all’Iran e al percorso artistico e civile di Marjane Satrapi.
Con un progetto grafico firmato da Chiara Scalisi, la sesta edizione del Salìber Fest si presenta così come un’edizione fortemente identitaria, nella quale la letteratura diventa il punto di partenza per leggere il presente, custodire la memoria e immaginare nuove forme di partecipazione civile. Per quattro giorni Salemi si trasformerà ancora una volta in un luogo di incontro tra libri, idee e comunità, dove il racconto delle resistenze diventa occasione per interrogare il tempo in cui viviamo.













