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Partanna, ufficio postale chiuso dal 25 luglio. L’ex sindaco Nicolò Catania attacca l’Amministrazione: “Mancata comunicazione ai cittadini”

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PARTANNA – Continua a far discutere la chiusura dell’ufficio postale di Partanna, operativo fino al 25 luglio e successivamente sospeso per consentire l’esecuzione di lavori. Sulla vicenda interviene con toni critici l’ex sindaco Nicolò Catania, che punta il dito contro l’Amministrazione comunale per quella che definisce una “grave mancanza di comunicazione istituzionale” nei confronti della cittadinanza.

Secondo Catania, l’assenza di un’informazione ufficiale avrebbe creato notevoli disagi, soprattutto per pensionati, famiglie e attività commerciali che quotidianamente si affidano ai servizi postali per il ritiro delle pensioni, il pagamento di bollettini e lo svolgimento di pratiche indispensabili.

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L’ex primo cittadino critica anche la gestione della fase transitoria, sostenendo che non vi sia stata un’interlocuzione efficace con Poste Italiane per individuare una sede provvisoria in grado di garantire la continuità del servizio. Nel suo intervento, Catania definisce “inaccettabile” l’attuale soluzione adottata da Poste, che prevede l’utilizzo di un camper come sportello temporaneo, evidenziando inoltre le difficoltà operative dovute, a suo dire, al mancato funzionamento dell’impianto di climatizzazione negli ultimi giorni.

Da qui l’appello rivolto al sindaco e alla Giunta comunale affinché vengano forniti chiarimenti sulle tempistiche della chiusura, venga avviato un confronto con Poste Italiane per individuare una soluzione temporanea nel territorio comunale e si garantisca una comunicazione puntuale ai cittadini.

Nel suo intervento, Catania anticipa anche una possibile obiezione sulle competenze, sottolineando che, pur riconoscendo come il servizio postale non sia di competenza diretta del Comune, ritiene che l’Amministrazione abbia il dovere istituzionale di informare la popolazione e di farsi parte attiva nel dialogo con Poste Italiane per limitare i disagi.

La vicenda continua quindi ad alimentare il dibattito politico cittadino, mentre i residenti attendono indicazioni ufficiali sui tempi di riapertura dell’ufficio postale e sulle eventuali soluzioni alternative che potranno essere adottate nel periodo dei lavori.

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