Home Notizie L’ infiorata di Partanna: quando la piazza torna a essere Comunità

L’ infiorata di Partanna: quando la piazza torna a essere Comunità

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L’emozione del ritorno e lo stupore della via fiorita
Il rientro da un viaggio porta con sé lo sguardo attento di chi, per qualche tempo, ha vissuto altrove. Ma l’impatto con il corso centrale di Partanna, in questa sera di vigilia della 4ª edizione dell’Infiorata, ha regalato qualcosa di più di un semplice bentornato: ha donato un’emozione viva, un sussulto di entusiasmo.
Laddove spesso si lamenta il silenzio delle strade o il passo solitario di chi cerca un dialogo che non arriva, stasera si è assistito a un miracolo di partecipazione. Una via trasformata in una tela a cielo aperto, dove i dipinti di petali prendevano forma sotto gli occhi dei passanti.
L’armonia delle generazioni: un’alleanza contro la solitudine
Il vero capolavoro dell’Infiorata 2026, prima ancora del risultato visivo, è stato il colpo d’occhio umano. Ragazzine e ragazzini, giovani e meno giovani, donne e uomini: tutti insieme, in un accordo armonico e in una sintonia che sembrava cancellare ogni distanza generazionale.
Mentre la società contemporanea spinge verso la reclusione domestica e l’isolamento dietro gli schermi degli smartphone, l’Infiorata ha dimostrato che l’alternativa esiste. È la “Banca dei Saperi e del Fare” che si attiva spontaneamente: le mani esperte degli adulti guidano l’entusiasmo dei più giovani, in un lavoro comune dove non c’è spazio per la critica sterile o il pettegolezzo, ma solo per l’ottimale riuscita della manifestazione.
Il tessuto vivo del paese: la forza delle associazioni
Questo sforzo corale non nasce dal nulla, ma è il frutto di un tessuto associativo generoso e pulsante. L’Infiorata ha avuto il merito di far convergere in un unico, grande progetto le diverse anime di Partanna. Una collaborazione che ha visto lavorare fianco a fianco:
Le realtà ecclesiali e spirituali: La Chiesa Madre con i suoi catechisti, le parrocchie di Santa Lucia e San Francesco di Paola, l’Azione Cattolica, i Francescani e l’Ordine Francescano Secolare, le associazioni di Santa Rita e M. Eleonora ETS.
Il mondo del volontariato e del servizio: La Confraternita di Misericordia, l’Unitalsi, l’Agesci.
La cultura, la promozione del territorio e l’arte: La Pro Loco, il Comitato Dante Alighieri e il Coro della Libera.
Il futuro e l’ambiente: Il gruppo “Green – Ragazzi Insieme”.
Vedere sigle e sensibilità così diverse cooperare in totale armonia è la prova che, quando l’obiettivo è alto e condiviso, le frammentazioni svaniscono e lasciano spazio alla bellezza.
Una proposta per il futuro: rendere la “festa” una pratica quotidiana
L’Infiorata di Partanna ci lascia una lezione fondamentale: i cittadini hanno fame di socialità autentica, di spazi aperti e di progetti in cui sentirsi utili e parte di un “clan” reale, non virtuale. Se un evento così complesso riesce a sprigionare una simile energia positiva, sorge spontanea una domanda (e un suggerimento per le amministrazioni e le associazioni stesse): perché limitare questo miracolo di coesione a un solo appuntamento annuale?
L’auspicio è che si verifichi la fattibilità di attuare attività similari con frequenze più contigue, scaglionate lungo tutto l’arco dell’anno. Che si tratti di laboratori artistici di quartiere, giornate di rigenerazione urbana e cura del verde pubblico con il gruppo Green, o tornei e cineforum all’aperto, Partanna ha dimostrato di avere le risorse umane e morali per farlo.
Ripartiamo da questa sera, dai colori di questa via e dagli occhi dei nostri giovani e anziani che collaborano. È da qui, da questa piazza ritrovata, che si costruisce una comunità capace di rimettere l’essere umano al centro.

Antonio Scimonelli

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