Home Musica e Spettacolo Al Tempio di Segesta concerto ” Oltre le Rive” di Ivan Segreto

Al Tempio di Segesta concerto ” Oltre le Rive” di Ivan Segreto

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Ieri sera, 19 luglio 2026, il concerto di Ivan Segreto, nel silenzio e nella bellezza del Tempio di Segesta, ha chiuso la quarta edizione del “Festival Intrecci Narrativi”, organizzato dall’Associazione per l’Arte in collaborazione con l’agenzia di consulenza culturale Ottantunocento e il Parco Archeologico di Segesta. L’evento culturale, di alto spessore unisce letteratura, musica e valorizzazione del territorio siciliano, nato con lo scopo ben preciso di creare un dialogo tra linguaggi artistici e luoghi carichi di storia.

Il cantautore Ivan Segreto, pianista, compositore e produttore saccense, la cui musica è un crossover raffinato che unisce Jazz, cantautorato, elettronica e radici siciliane , ha una lunga carriera alle spalle. Infatti, ha già pubblicato ben 7 album, iniziando nel 2004 con “Porta Vagnu”, che ha ottenuto grandi consensi della critica, per giungere ai nostri giorni con celebri motivi italiani suoi e di altri autori rimodulati. Ad ottobre uscirà un album nuovo “Oltre le Rive”- un viaggio interiore incentrato sulla rinascita, sull’abbandono delle sicurezze e sul superamento della dualità tra dolore e gioia – che vedrà la collaborazione di Sergio Cammariere, Mario Venuti e Tosca.

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L’ artista, apre la serata con un grande pezzo “Memore”, un inno alla consapevolezza interiore , un invito a superare le barriere individuali per riscoprirsi parte di un flusso unico vitale e naturale, dove gli esseri umani vengono descritti come “gocce o colori” mossi da flussi invisibili, anime che custodiscono e condividono memorie ancestrali. Come lui sostiene, bisogna guardare “negli occhi dell’altro” per trovare risposte e “infiniti rimandi emotivi”, sia nei momenti d’amore sia in quelli di conflitto e lasciarsi andare alla follia dell’incanto.

Nei suoi brani Ivan affronta tematiche profonde ed esistenziali : spiritualità e ricerca interiore (introspezione), scoperta di sé (stati d’animo, fragilità e vulnerabilità) accoglienza e apertura verso l’altro, il legame della propria terra e le radici (uso del dialetto e racconto delle atmosfere siciliane), l’essenzialità (uso di suoni al posto di lunghi racconti scritti). Tali tematiche sono evidenziate nei “pezzi” eseguiti durante la serata: ” Memore”, ” Diamante”, ” Modo “, ” Porta Vagnu “, “Occhi notte “, ” Il Banchetto Dell’ Amore”, ” Vibrare ” ( piano e voce), ” La cura” , ” Paura e pace”, ” Vola lontano “. Chiude la serata con ” Allegra compagnia “, un brano molto solare e ritmato, dove l’ euforia, la voglia di danzare e buttare via tutti gli affanni e catene, sono parole chiave per “respirare” una vita serena e viverla insieme alla propria compagnia, sostegno essenziale in questo mondo soffocato e tormentato da “fantasmi ” interiori e “demoni” esterni.

Il pubblico, letteralmente soggiogato dallo spettacolo ed estasiato, ha tributato agli artisti un’autentica ovazione, invocando a gran voce l’esecuzione di ulteriori brani.

Tra le colonne doriche del tempio si respirava un’ atmosfera sospesa, densa, carica di anime che giravano vorticosamente rapite da un rituale sonoro senza tempo, dove le note del pianoforte, supportate dalla chitarra di Christian De Cicco e dalla batteria di Roberto Pistolesi, hanno fatto vibrare la pietra calcarea del tempio, quasi a risvegliarne la memoria. I sintetizzatori e la ricerca timbrica d’avanguardia hanno squarciato il silenzio secolare del tempio, creando un ponte perfetto tra l’antichità classica e la moderna canzone d’autore.

La musica di Segreto ha trasformato il tempio in un imbuto acustico ed emotivo, proiettando l’energia del pubblico direttamente verso il cielo aperto, sopra le colonne e quando l’ultima nota di pianoforte si è spenta, è rimasta l’impressione che la musica non fosse evaporata, ma fosse rimasta intrappolata tra le colonne di Segesta, come un’ eco eterna.

Giovanna La Rosa

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