Home Cultura Addio a Carlo Ginzburg, maestro della microstoria e Premio Tomasi di Lampedusa

Addio a Carlo Ginzburg, maestro della microstoria e Premio Tomasi di Lampedusa

- Pubblicità -

Il mondo della cultura perde una delle sue voci più autorevoli. È morto all’età di 87 anni Carlo Ginzburg, storico, saggista e intellettuale tra i più influenti del panorama internazionale. Con la sua opera ha rivoluzionato il modo di leggere il passato, diventando il principale teorico della cosiddetta “microstoria”, un metodo di ricerca che, partendo da vicende individuali e realtà marginali, riesce a illuminare i grandi processi della storia.

Nato a Torino nel 1939, figlio di Leone e Natalia Ginzburg, Carlo Ginzburg ha insegnato nelle più prestigiose università italiane e americane, da Bologna a UCLA, passando per Harvard, Yale e Princeton. Tra i suoi libri più celebri figurano I benandanti, Il formaggio e i vermi, Miti, emblemi, spie e Il giudice e lo storico, opere tradotte in decine di lingue e diventate punti di riferimento per generazioni di studiosi.

- Pubblicità -

Un legame particolare univa Ginzburg alla Sicilia e a Santa Margherita di Belìce. Nel 2019 gli fu infatti assegnato il prestigioso Premio Letterario Internazionale Giuseppe Tomasi di Lampedusa, uno dei più importanti riconoscimenti culturali italiani, attribuitogli per il saggio Nondimanco. La cerimonia si svolse nella città del Gattopardo, davanti a un pubblico numeroso e alla presenza della giuria presieduta da Gioacchino Lanza Tomasi, figlio adottivo dello scrittore siciliano.

Quel riconoscimento collocò Ginzburg nell’albo d’oro del premio accanto a grandi protagonisti della letteratura mondiale come Claudio Magris, Mario Vargas Llosa, Orhan Pamuk ed Emmanuel Carrère. Il Premio Tomasi di Lampedusa, nato nel 2003 a Santa Margherita di Belìce, celebra ogni anno autori capaci di interpretare il presente attraverso la forza della scrittura e del pensiero.

Con la scomparsa di Carlo Ginzburg si chiude una stagione fondamentale della storiografia contemporanea. Resta però un’eredità intellettuale immensa, fatta di rigore, curiosità e della capacità di trasformare un dettaglio, un documento dimenticato o una voce del passato in una chiave per comprendere il mondo.

Stefano Caruso

- Pubblicità -