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A Nome Loro, quarta edizione: a Castelvetrano vincono la musica, la memoria e la partecipazione

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CASTELVETRANO – Una maratona di musica, testimonianze e impegno civile lunga oltre nove ore ha animato il Sistema delle Piazze di Castelvetrano per la quarta edizione di “A Nome Loro – Musiche e voci per le vittime di mafia”, la manifestazione ideata dalla direttrice artistica Sade Mangiaracina, che negli anni si è affermata come uno degli appuntamenti più significativi del panorama culturale siciliano.

Dalle 15 fino a oltre la mezzanotte, migliaia di persone hanno partecipato a una kermesse che ha saputo intrecciare arte, memoria e cittadinanza attiva, trasformando il cuore della città in uno spazio di incontro e riflessione collettiva.

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Sul palco si sono alternati artisti provenienti da mondi musicali differenti, dando vita a un racconto corale fatto di sonorità, linguaggi ed esperienze diverse. Dalla canzone d’autore alle contaminazioni contemporanee, dal rock alle nuove espressioni della musica italiana, ogni esibizione ha contribuito a costruire un percorso nel quale lo spettacolo è diventato strumento di partecipazione e consapevolezza.

Accanto agli artisti, protagonisti della giornata sono stati anche gli uomini e le donne impegnati quotidianamente nella difesa della legalità. Magistrati, rappresentanti delle istituzioni, esponenti del mondo sindacale e delle associazioni hanno portato sul palco le proprie testimonianze, contribuendo a costruire un dialogo autentico con il pubblico.

Tra gli interventi anche quello di Luisa Impastato, nipote di Peppino Impastato e rappresentante di Casa Memoria Felicia e Peppino Impastato, insieme a magistrati, rappresentanti delle forze dell’ordine, esponenti del sindacato e del mondo dell’associazionismo impegnato nella promozione della cultura della legalità.

Alla manifestazione era presente anche il sindaco di Castelvetrano Giovanni Lentini. Il primo cittadino ha sottolineato come iniziative di questo livello rappresentino uno degli strumenti più efficaci per liberare il territorio da quella pesante eredità culturale e sociale che per troppo tempo ha gravato sulla comunità.

“A Nome Loro” significa restituire alla città una narrazione diversa, fondata sulla cultura, sulla partecipazione e sul coraggio di chi sceglie di stare dalla parte della legalità.

Sulla stessa linea l’assessore Rosalia Ventimiglia, che ha rimarcato il valore educativo e sociale della manifestazione, capace di coinvolgere cittadini, giovani, famiglie e associazioni in un percorso comune di crescita civile.

La forza di “A Nome Loro” sta proprio nella sua capacità di trasformare la memoria in un’esperienza viva e partecipata. Non una semplice commemorazione, ma un progetto collettivo che utilizza il linguaggio dell’arte per parlare di diritti, giustizia, libertà e responsabilità.

Quando le ultime note hanno lasciato spazio agli applausi finali, ben oltre la mezzanotte, la sensazione condivisa era quella di aver assistito a qualcosa che va oltre il pur importante successo organizzativo. Castelvetrano ha mostrato il volto di una comunità che sceglie di guardare avanti, che non rinnega il proprio passato ma lo affronta con consapevolezza, trasformandolo in occasione di crescita.

Per una giornata intera, nel cuore della città, hanno vinto la musica, la memoria e la partecipazione civile.

Stefano Caruso

Donatella Rettore
Nada Malanima

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