A Marsala si abbassa il sipario su due storiche rassegne teatrali che per oltre vent’anni hanno portato in città artisti di fama nazionale, avvicinato intere generazioni al teatro e offerto occasioni di crescita culturale a prezzi accessibili. La Compagnia Teatrale Sipario ha annunciato la sospensione di «Città di Marsala – Lo Stagnone, scene di uno spettacolo» e «Teatro in Musical – La scuola a teatro», denunciando l’assenza di sostegno economico da parte dell’Amministrazione comunale e i costi ritenuti insostenibili per l’utilizzo del Teatro Impero. Una vicenda che riporta al centro il rapporto tra politica e cultura e che solleva una domanda inevitabile: perché, dopo decenni di attività e risultati, una realtà culturale radicata nel territorio si ritrova costretta a fermarsi proprio per la mancanza di un supporto istituzionale?
Nel comunicato diffuso dalla compagnia emerge tutta l’amarezza per una decisione che interrompe un percorso iniziato nel giugno del 1986 e consolidato, negli ultimi ventiquattro anni, attraverso due appuntamenti diventati un riferimento per il pubblico marsalese. La rassegna «Città di Marsala – Lo Stagnone, scene di uno spettacolo» ha ospitato nel tempo nomi importanti del panorama artistico italiano e internazionale, da Ornella Muti a Leo Gullotta, da Marisa Laurito a Barbara Bouchet, passando per Gianfranco D’Angelo, Debora Caprioglio, Sergio Assisi, Emanuela Aureli, Simone Cristicchi, Pino Quartullo, Corinne Cléry e Corrado Tedeschi. Un lavoro portato avanti con l’obiettivo di rendere il teatro accessibile a tutti, attraverso prezzi contenuti e una proposta capace di raggiungere anche le famiglie con minori possibilità economiche.
La compagnia ha cercato inoltre di mantenere viva l’attenzione sull’area dell’ex sedime del 35° Gr.R.A.M. di Stagnone, un luogo che in passato rappresentava un patrimonio di strutture e impianti affacciati sulle isole, con i due storici Hangar Nervi, e che oggi, secondo quanto denuncia Sipario, versa in condizioni di grave degrado. La rassegna teatrale è stata anche un modo per riportare pubblico e iniziative culturali in un’area che meriterebbe interventi di recupero e valorizzazione.
A pesare sulla decisione sono state le spese per le autorizzazioni, le lungaggini burocratiche e, soprattutto, l’assenza del sostegno richiesto all’Amministrazione comunale. Per la realizzazione delle iniziative, Sipario aveva avanzato una richiesta di compartecipazione economica, accompagnata dalla domanda di patrocinio con concessione gratuita del Teatro Impero. Stando a quanto riferito dalla compagnia, non è stato riconosciuto alcun contributo e non è stata concessa neppure la gratuità della struttura o una riduzione del 50 per cento.
Per le giornate del 14 ottobre, necessaria al montaggio delle scenografie, e del 15 e 16 ottobre, dedicate agli spettacoli, il Comune ha richiesto 600 euro più IVA per ciascuna giornata, per un totale di 2.196 euro. Una spesa che comprende anche il giorno precedente alle rappresentazioni, indispensabile per allestire il palco e predisporre gli impianti tecnici. Un costo che la compagnia considera particolarmente gravoso, soprattutto in relazione alla natura delle iniziative e alla necessità di mantenere prezzi popolari.
A complicare ulteriormente il quadro è l’incertezza sul futuro. Per il 2027, alla compagnia sarebbe stato comunicato che, allo stato attuale, non è possibile confermare la prenotazione né procedere alla concessione formale del Teatro Impero, il cui comodato d’uso risulta valido fino al 31 dicembre 2026. Senza garanzie sulla disponibilità della struttura, diventa difficile contattare gli artisti, definire il cartellone e avviare per tempo la campagna abbonamenti. Sipario riferisce di aver percepito segnali di disponibilità da parte della sindaca, sia durante l’incontro per la presentazione delle rassegne sia in risposta a una precedente lettera di auguri, ma gli sviluppi successivi non avrebbero prodotto le condizioni necessarie per proseguire.
A destare maggiore preoccupazione è anche la sospensione della XIV Rassegna Teatro in Musical «Teatro Scuola», un progetto rivolto agli studenti dalla scuola dell’infanzia alle secondarie di secondo grado. Attraverso spettacoli mattutini scelti in base alle diverse fasce d’età, l’iniziativa puntava ad avvicinare i più giovani al teatro, favorendo la partecipazione culturale, la socializzazione e la crescita personale. I biglietti costavano appena 3 o 5 euro e la compagnia prevedeva ingressi gratuiti per le persone con disabilità, le famiglie meno abbienti, gli insegnanti di sostegno, i docenti e gli accompagnatori.
Un progetto che dimostra quanto lavoro ci sia dietro iniziative spesso considerate marginali nelle scelte amministrative, eppure fondamentali per la formazione dei ragazzi. Sipario racconta di aver maturato, in decenni di attività, la consapevolezza di una partecipazione sempre più ridotta dei giovani agli eventi teatrali. Da qui la scelta di investire in un percorso educativo che coinvolgesse le scuole e offrisse agli studenti la possibilità di conoscere il teatro dal vivo a costi simbolici. Senza alcun sostegno economico, però, anche questa esperienza è diventata difficile da sostenere.
La vicenda apre una riflessione sulle politiche culturali della città. Le amministrazioni hanno il compito di gestire le strutture pubbliche, rispettare le procedure e garantire trasparenza nell’assegnazione di contributi e agevolazioni. Allo stesso tempo, dovrebbero riconoscere il valore delle associazioni che da anni investono energie e risorse per arricchire l’offerta culturale del territorio. Quando una compagnia con quarant’anni di attività alle spalle, capace di organizzare rassegne consolidate e coinvolgere scuole e famiglie, si trova davanti a costi che non riesce più a sostenere, è legittimo chiedersi se le scelte adottate siano davvero adeguate agli obiettivi di promozione culturale che un Comune dovrebbe perseguire.
Nel suo comunicato, Sipario si interroga sui criteri utilizzati per concedere patrocini e compartecipazioni economiche: conta l’anzianità dell’associazione, il prestigio degli artisti ospitati, la qualità degli eventi, il carattere non lucrativo delle attività? Domande che attendono risposte e che chiamano in causa la necessità di criteri chiari, verificabili e applicati in modo trasparente a tutte le realtà culturali.
Per rispettare gli impegni già presi con le scuole, la compagnia ha deciso di mantenere un solo appuntamento nel mese di ottobre, sostenendo una spesa di 1.464 euro per il solo utilizzo del teatro. Per tutte le altre date delle due rassegne è stata inviata una PEC di disdetta. Gli abbonati e coloro che hanno già acquistato i biglietti saranno rimborsati integralmente, compresi i diritti di prevendita di Liveticket, che saranno sostenuti direttamente da Sipario.
La compagnia spera di trovare una soluzione in altre strutture, per continuare un’attività che rappresenta una parte importante della storia culturale marsalese. Resta l’amarezza per la fine di due rassegne che hanno garantito per anni spettacoli, opportunità educative e occasioni di incontro con artisti di primo piano. La cultura ha bisogno di investimenti, programmazione e interlocutori istituzionali capaci di sostenerla. Se le realtà che operano sul territorio vengono lasciate sole davanti a spese crescenti e incertezze organizzative, il rischio è quello di perdere esperienze costruite con decenni di lavoro. E quando a fermarsi sono proprio le associazioni che hanno contribuito a far crescere la vita culturale di una città, la politica dovrebbe interrogarsi sulle proprie priorità. Perché proteggere le eccellenze del territorio significa anche impedire che il loro lavoro venga vanificato dalla mancanza di condizioni concrete per andare avanti.













