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La tragedia dimenticata del treno tra Partanna e Castelvetrano

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Il 6 agosto 1950 l’AT-301 deragliò lungo la linea ferroviaria: sette morti e 49 feriti. Gli atti della Camera ricostruiscono il bilancio della tragedia. Una testimonianza sul macchinista Guido Carrarini apre però un interrogativo sulla dinamica.

PARTANNA – Sette morti e 49 feriti. È il bilancio di una tragedia ferroviaria avvenuta nell’estate del 1950 lungo la linea che collegava Partanna e Castelvetrano. Un episodio oggi quasi dimenticato, ma che è possibile ricostruire almeno nei suoi elementi essenziali attraverso gli atti parlamentari dell’epoca.

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La data è quella del 6 agosto 1950. Il convoglio coinvolto era l’AT-301 e l’incidente avvenne nel tratto compreso fra le stazioni di Partanna e Castelvetrano.

A distanza di meno di due anni, la vicenda arrivò anche in Parlamento. Nella seduta della Camera dei Deputati del 9 aprile 1952, l’incidente venne inserito nel riepilogo degli eventi ferroviari verificatisi nel 1950.

La causa indicata nel documento ufficiale è precisa: il superamento della velocità prescritta.Le conseguenze furono gravissime. Persero la vita sei viaggiatori e un agente ferroviario. I feriti furono 46 viaggiatori e tre agenti ferroviari. Complessivamente, dunque, sette persone morirono e 49 rimasero ferite.

La Camera quantificò anche i danni al materiale ferroviario: 2 milioni e 50 mila lire. Sono questi i dati che trovano riscontro nella documentazione parlamentare e che costituiscono, allo stato delle ricerche, il punto fermo della ricostruzione.

“Gli Atti della Camera dei Deputati del 9 aprile 1952” (https://documenti.camera.it/_dati/leg01/lavori/stenografici/sed0892/rsi0892.pdf?utm_source=chatgpt.com) Il documento parlamentare permette di conoscere data, convoglio, tratta, causa e bilancio dell’incidente, ma non racconta nei dettagli cosa accadde in quei momenti.

Non indica il punto esatto del deragliamento, non riporta i nomi delle vittime e non ricostruisce le fasi dell’incidente. Per questi elementi bisogna cercare altre testimonianze e, soprattutto, tornare alla stampa e agli archivi del 1950.

Ed è proprio attraverso una fonte molto più tarda che emerge un elemento inatteso. Una pubblicazione di CUB Rail dedicata alla storia del ferroviere Guido Carrarini racconta infatti un incidente sulla linea Partanna-Castelvetrano con caratteristiche differenti.

Secondo questa testimonianza, Carrarini era il macchinista del convoglio, insieme all’aiuto macchinista Lombardi. Il treno sarebbe stato composto da una RALn 60 e da un rimorchio RLn 64.

La fonte colloca però l’incidente al 4 agosto 1950, due giorni prima della data riportata negli atti parlamentari, e parla di una dinamica diversa: il rimorchio si sarebbe staccato dall’automotrice per poi deragliare.

Anche il numero delle vittime non coincide. La testimonianza parla infatti di quattro morti. Secondo lo stesso racconto, Carrarini sarebbe rimasto sul luogo dell’incidente per prestare soccorso ai feriti. Successivamente sarebbe stato arrestato e sottoposto a procedimento giudiziario, conclusosi senza una condanna per mancanza di prove.

“La testimonianza su Guido Carrarini pubblicata da CUB Rail” (https://cubferrovie.altervista.org/wp-content/uploads/2016/05/cub-rail-20-compressed.pdf?utm_source=chatgpt.com)

La differenza tra le due ricostruzioni è evidente. Da una parte c’è un documento parlamentare che indica il 6 agosto, l’AT-301, sette vittime e il superamento della velocità prescritta. Dall’altra, una testimonianza successiva parla del 4 agosto, di una RALn 60 con rimorchio, di quattro vittime e del distacco del rimorchio.

Non è possibile stabilire, con le sole fonti finora individuate, se si tratti dello stesso incidente raccontato con dati differenti oppure di due episodi distinti avvenuti a pochi giorni di distanza sulla stessa linea.

Per questo la vicenda di Carrarini va considerata una testimonianza da verificare, non una correzione degli atti parlamentari.

La risposta potrebbe trovarsi nei giornali pubblicati nei giorni immediatamente successivi all’incidente, nei rapporti dell’amministrazione ferroviaria o negli eventuali atti giudiziari relativi al macchinista.

Resta, intanto, la certezza consegnata agli atti della Camera: il 6 agosto 1950, sulla ferrovia tra Partanna e Castelvetrano, un treno deragliò provocando sette morti e 49 feriti.

Sono numeri rimasti per decenni dentro una pagina parlamentare. Ma dietro quei numeri c’erano sette persone, famiglie che quella mattina persero qualcuno e decine di feriti che portarono le conseguenze dell’incidente nella loro vita.

La storia di quella tragedia non è ancora completa. Mancano i nomi delle vittime, manca una ricostruzione dettagliata dell’accaduto e resta da chiarire la singolare testimonianza legata a Guido Carrarini.

Ma una cosa è certa: quella tragedia è realmente accaduta e merita di tornare alla memoria della comunità.

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