SELINUNTE – Il maestoso Tempio di Hera a Selinunte ha fatto da cornice ieri sera a un evento che ha superato ogni aspettativa: il concerto di Stefano Bollani, parte integrante del ricco cartellone dell’estate selinuntina, il “Festival della Bellezza”. Un appuntamento che ha fatto registrare il tutto esaurito, attirando un pubblico numeroso e appassionato proveniente da ogni angolo della Sicilia e tra i tanti turisti che in questo periodo affollano la costa.
Come da sua consuetudine, Stefano Bollani non ha deluso. Ogni sua esibizione è un viaggio nell’inaspettato, e quella di ieri sera non ha fatto eccezione. “Piano Solo” si è rivelato uno spettacolo che rinasce ogni sera, un flusso musicale guidato dall’estro del momento, dove la programmazione lascia il posto alla pura magia dell’improvvisazione.
Al pianoforte, Bollani si è dimostrato ancora una volta un maestro indiscusso nel creare qualcosa di inedito. Con una disinvoltura sorprendente, ha danzato tra generi ed epoche, tessendo un arazzo sonoro che ha spaziato dalla musica classica al jazz, per poi immergersi nei ritmi sudamericani. Il suo repertorio ha reso omaggio a compositori come Poulenc, ha celebrato la melodia italiana con Lucio Dalla, e ha strizzato l’occhio alla leggenda dei Beatles, il tutto in un grande gioco musicale dove improvvisazione e creatività hanno regnato sovrane.
Il dialogo tra il pianoforte e le antiche pietre del Tempio di Hera ha creato un’atmosfera quasi sacra, unendo la bellezza della musica con la potenza evocativa di uno dei siti archeologici più affascinanti del Mediterraneo. La capacità di Bollani di connettersi con il pubblico, di trasmettere passione ed energia attraverso ogni nota, ha reso la serata un’esperienza indimenticabile per tutti i presenti.
Il “Festival della Bellezza” ha così celebrato uno dei suoi momenti più alti, dimostrando come la musica, nell’interpretazione di un artista del calibro di Stefano Bollani, possa diventare un veicolo di emozioni profonde e di pura meraviglia, capace di risuonare nell’anima e di lasciare un’impronta duratura.
Stefano Caruso
















