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Segesta Teatro Festival: Un Trionfo di Pubblico e Arte, l’Edizione Record Chiude i Battenti

SEGESTA – Si chiude con un successo senza precedenti la quarta edizione del Segesta Teatro Festival, la rassegna che da un mese anima il suggestivo Parco Archeologico di Segesta. Ben 17.000 spettatori hanno affollato la cavea, testimoniando l’incredibile richiamo di un cartellone “fitto e plurale”, come lo definisce il direttore artistico Claudio Collovà. Un mosaico di eventi che ha saputo coniugare la profondità del teatro classico con la freschezza della musica d’autore, la grazia della danza contemporanea e la magia degli spettacoli all’alba, il tutto incastonato nella cornice storica e paesaggistica unica del sito archeologico.

Il pubblico ha risposto con entusiasmo a un’offerta culturale diversificata e di altissimo livello. Dalle note di cantautori amati come Eugenio Finardi e Francesco Baccini, all’energia vocale di Petra Magoni e Giulia Mei, passando per l’eleganza di Celia e il commosso ricordo di Ivan Graziani affidato al figlio Filippo. La tragedia classica ha vibrato sotto la guida di registi come Daniele Salvo e dello stesso Collovà, mentre voci intense come quella di Laura Morante hanno incantato il pubblico. La danza contemporanea è stata protagonista con le performance di Virgilio Sieni e Balletto Civile, mentre il sorriso e l’intelligenza di Plauto, reinterpretato da Emilio Solfrizzi, e Aristofane, narrato da Cinzia Maccagnano, hanno strappato applausi convinti. Non sono mancati momenti di grande impatto emotivo, come il “Polifemo innamorato” di Giovanni Calcagno, il lavoro dei giovani attori diretti da Gabriele Vacis, la raffinata interpretazione di Lino Musella e la suggestiva narrazione artistica delle stelle durante la Notte di San Lorenzo.

Ogni spettacolo si è trasformato in un’esperienza condivisa, un momento di profonda connessione tra artisti e pubblico, un vero e proprio “inno alla pace”, come sottolineato dalla condanna unanime di ogni forma di guerra e violenza che ha attraversato l’intera rassegna.

Le immagini di una cavea gremita, del Tempio illuminato dalla musica e dall’arte, rimangono impresse come la prova tangibile che a Segesta il teatro e la cultura continuano a parlare al cuore, a unire le persone e a creare momenti di rara bellezza e significato. Un successo che conferma la visione del direttore artistico Claudio Collovà e il valore inestimabile di un festival che sa valorizzare al meglio un patrimonio unico al mondo.

Stefano Caruso