

Domenica 16 novembre il Gruppo Trekking di Santa Ninfa si è recato “in visita” presso il demanio del Monte Polizo, ubicato ai piedi della città di Salemi e Vita. Il monte Polizo, alto 725 m circa, è un’area boschiva di una bellezza unica, ricca in prevalenza di piante autoctene , come la quercia (Roverella), ma troviamo anche qualche eucalipto (Eucalyptus) e pino australiano, gli arbusti come il biancospino, la rosa canina e il ginepro. Nel sottobosco la Cinoglossa (Cynoglossum creticum) nota anche come lingua di cane, il trifoglio alessandrino (Trifolium alexandrinum) e cerfoglio (Anthriscus cerefolium), la margheritina (pratolina comune), la saeppola canadese (Erigeron canadensis), la cicoria selvatica (Cichorium intybus), il finocchietto selvatico (Foeniculum vulgare), la ferula (finocchiaccio) , l’asparago selvatico, l’alliaria, l’erba ornamentale ( Ampelodesmos mauritanicus), il Lupinus arboreus, fanno da prezioso “tappeto” mediterraneo. Purtroppo ci sono spazi privi di vegetazione, causati da incendi dolosi, in particolare quelli del 2016 e del 2020, che furono particolarmente devastanti in quanto hanno “spazzato” via in poche ore diverse centinaia di ettari di bosco. In compenso ci sono diversi punti panoramici, dove i “visitatori”, occasionali o abituali, si soffermano ed ammirano “scenari”particolarmente suggestivi.
Il visitatore, in piena libertà può scegliere tra i vari percorsi presenti, tenuti perfettamente puliti dalla forestale: quello per gli appassionati di trekking, quello per gli amanti delle mountainbike, percorsi su pista e quelli fuori pista.
Entrando nell’area protetta, il primo tratto in pendenza conduce direttamente allo spiazzale di Mannarazzi e tramite un percorso si arriva alla torretta di avvistamento da dove è possibile scorgere parte della Sicilia Occidentale con i monti Bonifato, Erice, Cofano, il Lago Rubino in parte nascosta da Montagna Grande.
Proseguendo per uno dei percorsi si raggiunge una delle “sommità” della montagna, da dove nelle giornate soleggiate è possibile avvistare le Isole Egadi in tutta la loro bellezza. Un’escursione che si è rivelata piacevole per i colori delle piante e i pochi animali incontrati nella zona: ecco una splendida mantide, posata su una pianta, immobile come una foglia sta in attesa ed una piccolissima coccinella su una foglia di Cinoglossa sembra godersi il sole; non mancano i suoni naturali quelli emessi dalle specie di uccelli presenti, e poi la purezza dell’aria fa da cornice al paesaggio contribuendo a donare benessere ed energia a quanti si trovano a passare di lì per caso e a soffermarsi di proposito.
Il monte Polizo è un luogo interessante anche dal punto di vista storico, basti pensare che dal 2001 è sede di un importante sito archeologico dell’Età del Ferro, testimonianza della civiltà Elima. I primi scavi furono avviati da Vincenzo Tusa negli anni Settanta e via via successivamente si sono succeduti altri con l’intento di individuare la vecchia città di Halyciae. Infatti, di recente sono stati trovati resti di edifici residenziali e abitazioni, tombe semidistrutte e alcuni oggetti utensili e tazze, , in particolare due “capeduncola”. Tali reperti archeologici, sono custoditi presso il Museo civico di Salemi.
Oggi questa zona è monitorata continuamente dalle guardie forestali per la tutelare dell’ambiente attraverso la prevenzione e il contrasto degli incendi boschivi, ma anche per contrastare l’inquinamento, l’abbandono di rifiuti, il bracconaggio, in particolare, la cattura di animali selvatici, l’abbattimento di specie protette e l’uso di mezzi vietati.
Giovanna La Rosa













