E’ andato in scena, venerdì 23, al Teatro “Rivoli” di Mazara del Vallo lo spettacolo teatrale “Minchia, signor tenente”.
Estate 1992, in un piccolo paese siciliano, la noiosa routine quotidiana nella caserma dei carabinieri è a tratti interrotta da un personaggio che, per alleviare la sua solitudine, denuncia strani e assurdi furti subiti (dalle scarpe al portafoglio, subito ritrovato alla cassa del supermercato). Tra battute e una comicità in stile classico, il numeroso pubblico assiste divertita alla pièce.
Per rompere la monotonia, due carabinieri accettano di far parte della scorta di un giudice.
L’atmosfera cambia quando giunge la notizia dell’attentato mafioso al giudice.
Le risate tacciono in sala e la commozione prende il sopravvento. Le immagini delle vittime di mafia scorrono sullo schermo. Ai volti noti dei giudici si alternano quelli meno noti degli uomini delle scorte. Nella mente ritornano le parole del testo della canzone di Giorgio Faletti che ha ispirato il titolo della pièce: “Minchia, signor tenente… abbiam saputo di quel fattaccio, di quei ragazzi morti ammazzati…che han fatto a pezzi con l’esplosivo… siamo stanchi di sopportare quel che succede in questo Paese, dove ci tocca farci ammazzare per poco più di un milione al mese…”
Questo spettacolo teatrale, scritto e interpretato da Antonio Grosso, diretto da Nicola Pistoia, vuole omaggiare gli uomini dello Stato che lavorano silenziosamente per far rispettare la legalità rischiando la vita quotidianamente.
Per la sua valenza educativa, è stato rappresentato per le scuole di Mazara del Vallo.
Lia Meli













