Nel cuore della Valle del Belice, la Rete Museale e Naturale Belicina emerge come un faro di cultura e storia, un’iniziativa che raccoglie circa trenta luoghi d’interesse, tutti uniti dall’intento di preservare e valorizzare il ricco patrimonio di questa affascinante regione siciliana. Creata nel 2012, questa rete rappresenta un esempio di collaborazione proficua tra diverse realtà, offrendo ai visitatori l’opportunità di esplorare un mosaico di storie e tradizioni.
Il percorso inizia con il Museo dell’Emigrazione di Santa Ninfa, che racconta l’emozionante esodo dei siciliani nel XIX secolo. Qui, i visitatori possono immergersi nelle storie di chi ha lasciato la propria terra in cerca di nuove opportunità. Non lontano, a Santa Margherita Belice, il Museo del Gattopardo invita a rivivere le pagine del celebre romanzo di Giuseppe Tomasi di Lampedusa, con esposizioni di cere e manoscritti originali che rendono omaggio a questa importante opera della letteratura italiana.
Ma la rete non è solo cultura letteraria; è anche un viaggio attraverso la natura. Le Riserve naturali di Grotta di Entella e Grotta di Santa Ninfa offrono scenari mozzafiato, con escursioni che svelano le peculiarità geologiche e faunistiche del territorio. La Riserva della Foce del Fiume Belice, con la sua vegetazione unica, e l’Abbazia di Santa Maria del Bosco, incastonata nel paesaggio circostante, sono solo alcune delle meraviglie che la natura ha da offrire.
Un altro aspetto fondamentale della Rete è la memoria storica. A Gibellina, il Belice/EpiCentro della Memoria Viva racconta le lotte della comunità, partendo dalla storica marcia di Danilo Dolci nel 1967. Qui, la memoria del terremoto del 1968 è palpabile, con il museo di Santa Margherita Belice che conserva le rovine della Chiesa Madre distrutta, offrendo uno sguardo profondo sulle sfide e i disagi affrontati dalla popolazione.
In un contesto più contemporaneo, il Museo di Arte Contemporanea Ludovico Corrao funge da punto di partenza per un percorso che include il Museo delle Trame Mediterranee e la città nuova di Gibellina, un vero e proprio museo a cielo aperto. Qui, l’arte contemporanea si intreccia con la storia, culminando nel Cretto di Alberto Burri, un monumento che celebra la resilienza della comunità.
Non si può dimenticare l’importanza dell’archeologia in questa regione. Segesta e Selinunte sono i gioielli di un itinerario archeologico che include anche il Museo di Preistoria del Belice, ospitato nel medievale Castello Grifeo di Partanna. I reperti, tra cui i celebri bicchieri campaniformi, raccontano la complessità delle civiltà passate e l’evoluzione della società nel corso dei millenni.
La Rete Museale e Naturale Belicina è un viaggio nel tempo, un’opportunità per riscoprire e apprezzare la ricchezza culturale e storica di un angolo di Sicilia che continua a raccontare le sue storie.
Stefano Caruso













