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L’ ASD Polivalente gruppo Trekking Santa Ninfa apre la stagione 2025/26 con un’escursione indimenticabile al demanio Magaggiaro

Il 28 settembre del 2025 il gruppo Trekking di Santa Ninfa, “capitanato” da Claudio Barra, si è recato a ” visitare”, forse uno dei più bei demani del circondario, il demanio Magaggiaro, una riserva naturale inaugurata nel 1970 dall’Azienda Forestale Demaniale, che si trova nel comune di Menfi, in provincia di Agrigento.
Il demanio si estende per circa 800 ettari ed è costituito prevalentemente da pini, alcune querce, mirti, lecci, alberi di olivastro e qualche pero mandorlino, oltre a piante erbacee varie, come la Plastinaca, l’Agrifoglio, l’Achillea millefoglie e palme nane americane. Quest’ ultime nate in seguito all’incendio sviluppatosi nel 2020, quando andarono distrutti una parte del bosco, circa 200 ettari.
Affioranti dal terreno, tra la ”macchia” mediterranea è possibile scorgere delle rocce calcaree, tra queste la quarzite naturale. Lungo il percorso sterrato a tratti sentieristica s’intravedono bouquet di “Campanelle autunnali” ( Acis autumnalis), piccole piante con fogli filiforme, simili a fili d’erba, e fiori campanulati bianchi di un colore bianco, che sembrano indicare la strada da seguire per uscire dal “bosco”.
Le piante ai visitatori offrono ombra e un ambiente naturale suggestivo, dovuto non solo per le splendide piante presenti nell’area, ma anche dal silenzio quasi surreale e dai colori del bosco di un verde intenso dovuti alla luce del sole, alla temperatura, alla natura del suolo e al livello di umidità e al “profumo” di terra bagnata da gocce di pioggia o dall’umidità della notte.
In questa zona, come in tutte quelle protette, è vietato la caccia dei pochi esemplari ancora presenti, come il coniglio selvatico, la lepre, la volpe e qualche cinghiale scappato dalla furia omicida di mani sanguinarie. Particolare è l’ area protetta da una rete metallica, per la conservazione del “capovaccaio”, un piccolo avvoltoio in estinzione, dove viene a nidificare, nei mesi di ottobre e maggio . Ancora oggi, malgrado il declino naturale degli alberi e la scomparsa di alcune specie di animali, il Bosco Magaggiaro è un luogo suggestivo per l’aria salubre e le voci degli animali, che solitamente si riescono ad ascoltare in particolari momenti del giorno o durante le ore notturne, quando c’è silenzio. Nelle giornate calde e afose, è possibile ascoltare anche il frinire delle cicale e osservare gli splendidi colori degli alberi che sembrano delle vere e proprie opere d’arte cromatiche. Sembra di vivere in un sogno!
Lungo il percorso principale, altri si intersecano ad esso, vie alternative che portano all’ingresso/uscita del demanio passando dalla piazzetta antistante il rifugio, dove una Madonnina bianca, invita l’escursionista alla sosta o alla pausa-preghiera. Molti si fermano, per un saluto veloce o per una foto ricordo.
Stare a contatto con la natura , quindi il ritorno ad essa, è necessario per l’uomo moderno che vive nel “mondo dei bottoni” dentro gabbie chiamate posti di lavoro, dove piazze, autostrade e centri commerciali, sono molto più “naturali” e abituali di foreste, laghi e montagne.
Il demanio Magaggiaro è una piccola cittadella all’interno di un bosco naturale che presenta odori e “rumori” percettibili solo a chi è particolarmente sensibile agli scenari naturali ed è un abile “ascoltatore” della “voce” del pianeta-Terra. L’andare in questi luoghi, ancora incontaminati, produce benefici significativi sull’uomo moderno, affetto dal cosiddetto “tecno-stress”, migliorandone l’umore, riducendone stress e ansia, oltre a regolarne la pressione sanguigna e favorirne un sonno più profondo e rigenerante, necessari per affrontare le “giornate” della vita futura.

Giovanna La Rosa