Home Notizie Denunciata la pubblicazione di una foto accostata a Matteo Messina Denaro

Denunciata la pubblicazione di una foto accostata a Matteo Messina Denaro


CASTELVETRANO – Ancora una volta l’immagine della scrittrice e insegnante Fabiana Bia Cusumano, docente di italiano e latino presso il liceo delle scienze umane di Castelvetrano, è stata utilizzata in modo illecito sui social network, associandola al defunto boss mafioso Matteo Messina Denaro.Ieri mattina la docente si è recata al commissariato di polizia per sporgere denuncia dopo che una sua foto era stata pubblicata sulla pagina Facebook denominata “Cuore e Anima”, accanto a un’immagine di Messina Denaro scattata dopo l’arresto. Nel post, una freccia rossa indicava il volto della docente sopra la scritta “suoi beni legali”( come si evince dalla foto di copertina).
“Dalla lettura della didascalia – spiega Bia Cusumano nella denuncia – si evince che vengo indicata quale legale che curava i beni mobili e immobili del noto boss mafioso Messina Denaro Matteo”. L’insegnante ha precisato di aver scoperto il post lo scorso 9 febbraio, grazie a un messaggio ricevuto da un amico, e di aver constatato che fino a ieri mattina la pagina risultava ancora attiva. Il post è stato segnalato da cittadini provenienti da varie parti d’Italia.
La docente, inoltre, ricorda che no si tratta del primo episodio: “Nel giorno di Pasqua del 2023, una mia foto compariva sul motore di ricerca Google come ‘Giovanna Messina Denaro’, la sorella del defunto capomafia. Dopo la mia denuncia, l’immagine venne rimossa”.
Oltre al suo ruolo di insegnante, Fabiana Bia Cusumano è presidente di un’associazione culturale che organizza il festival letterario PalmosaFest, gemellata con realtà impegnate nell’antimafia come Rita Atria e Casa Memoria Felicia e Peppino Impastato.
“È una persecuzione diffamatoria – afferma la docente – a cui non mi piego e non mi piegherò mai”.
Le autorità competenti hanno avviato le verifiche necessarie per individuare i responsabili della diffusione del post e valutare eventuali conseguenze legali.

Bia Cusumano