“Andrea Giostra, psicologo clinico e criminologo, nelle sue “Novelle Brevi di Sicilia”, anzi brevissime, come lui stesso le definisce, racconta la quotidianità della gente. Il testo letterario, pubblicato da 11 case editrici, ha avuto un successo di un certo spessore sia nel mondo degli artisti che hanno liberamente interpretato le Novelle, sia in quello dei critici letterari e sia in quello dei semplici lettori.
Il dottor Giostra, monteleprino di origine, ma palermitano di adozione, innamorato della sua Sicilia, racconta tradizioni mantenute nel tempo malgrado la “modernità” che ha colpito e a volte inficiato sul modo di pensare e di agire del siciliano.
Pochi e ormai rari sono i siciliani doc che nel contempo riescono a dare valore alle “antiche” tradizioni, portate avanti anche con fatica, che rappresentano la storia e la cultura di un popolo.
L’autore nelle sue “Novelle”, a mezzo delle parole, racconta l’amore, la passione, la politica, l’amicizia, la quotidianità, i desideri, le tradizioni, le emozioni, i fallimenti, i successi, la mafia, la sudditanza, la rinuncia, la lotta, la soperchieria e il rispetto, usandole con fantasia proprio come fa un artista quando realizza un dipinto con pennellate di colore che vanno a rappresentare emozioni, disappunti e riflessioni.
Giostra è un vero “artista” nella scelta delle parole, intrise di colori, di profumi, di sapori, di suoni, per rappresentare la realtà della sua terra, poi sta al lettore nel percepire le verità del suo dire. Infatti nelle “Novelle” del Giostra c’è tutto un mondo da scoprire: i suoni, cioè la musicalità delle parole sicule, i profumi del paesaggio agreste e cittadino, i pensieri del colto e del villano, i silenzi, cioè le parole non dette del “potente” e del “debole”, le verità da ricavare dai dialoghi o dai monologhi, le emozioni vissute e quelle immaginate, le tradizioni locali e quelle acquisite.
È un nuovo mondo quello proposto dall’autore attraverso “brevissimi scritti” da leggere “tutto d’un fiato”, da rileggere per farne una lettura tra le righe. È un mondo da conoscere, da capire e soprattutto da valutare per sopravvivere alle intemperie della vita.
Leggendo attentamente le Novelle possiamo individuare il suo messaggio facendone la lettura dei colori. Ecco che ogni colore usato dall’artista, ha un significato vero e proprio e così che il nero, il rosso, il blu e il bianco rappresentano la politica, il nero la mafia, il rosso l’amore e la resilienza di un popolo, il verde il paesaggio collinare di Montelepre e la rinascita, il rosa-nero la città metropolitana di Palermo, l’arancione l’innamoramento, il giallo rappresenta l’amicizia, il grigio la quotidianità. Colori come il giallo e il rosso (stemma e bandiera siciliana), il verde (paesaggi e profumi), il blu (mare e cielo), l’arancione (agrumi), sono proprio quelli che rappresentano la Sicilia, sono i colori simbolo della cultura popolare visibili nel carretto siciliano.
Ecco che lo scrittore-psicologo, come tutti i “veri” letterati, scrive di getto la sua “esperienza diretta , vissuta in prima persona”, intrisa di emozioni autentiche non per sbalordire, ma per raccontare quel mondo sommerso, a volte poco conosciuto e altre volte volutamente disconosciuto. In questo suo raccontare, lascia al lettore la libertà di cogliere il vero significato o valore delle parole, delle frasi, dei dialoghi, delle riflessioni di cui sono ricchi le “brevissime” storie narrate.
Una scrittura “libera” la sua in tutti i sensi, parole semplici legate alla quotidianità con espressioni cariche di emozioni e passionalità autentica.
Un libro da leggere, rileggere e custodire gelosamente in una biblioteca storica.
Giovanna La Rosa
(Docente di Educazione Fisica specializzata sul sostegno utilizzata come Insegnante Inclusivo nella Scuola Secondaria di Primo grado presso l’I.C.” Lombardo Radice-Pappalardo” di Castelvetrano (TP))













