Home Musica e Spettacolo Castelvetrano: Le porte del Teatro Selinus si aprono ad una dichiarazione d’amore...

Castelvetrano: Le porte del Teatro Selinus si aprono ad una dichiarazione d’amore a ” cielo aperto”.

Il 18 marzo 2026, al Teatro Selinus di Castelvetrano, luogo estremamente suggestivo e carismatico, situato nel cuore del centro storico della città, è andata in scena l’opera musicale “Una piccola-grande storia d’amore e di musica degli anni ’60” di Vito Signorello.

Visibilmente emozionato, il dott. Vito Signorello saluta e ringrazia il pubblico presente alla serata di beneficenza anticipando brevemente come si svolgerà.

Il prof. Francesco Saverio Calcara, socio onorario dell’ “Unitre” Castelvetrano-Selinunte nonché amico dell’ artista, prende la parola e introduce l’evento raccontando come una volta i giovani vivevano l’amore: un misto di tradizione rigorosa e prime spinte verso la modernità.
Il corteggiamento tradizionale avveniva in pubblico, tra passeggiate, lettere d’amore, dediche radiofoniche e telefonate “mute”, spesso monitorato dai genitori della ragazza. Nonostante il rigido controllo, tra permessi rari e sorveglianza stretta, l’amore giovane trionfava con poco: uno sguardo, un tocco o un bacetto “volante”, valevano il cielo. Se le fidanzate ufficiali eludevano i “militi” per andare a ballare o stare da sole con il proprio amato, le altre sognavano con i fotoromanzi e il Rock ‘n Roll. E per chi osava di più, la “fuitina”, era l’estremo atto di ribellione per coronare il sogno d’amore. Oggi, i giovani cercano un amore sincero ed autentico, ma preferiscono spesso relazioni meno impegnative come le “situationship”, per una grande fragilità emotiva, influenzata da una costante “connessione onlife”. Il Romanticismo forse esiste ancora, ma cerca forme ed espressioni diverse rispetto al passato, più legate alla quotidianità rispetto all’ideale romantico tradizionale.

Il dott. Vito Signorello, autore del testo, medico stimato e noto a Castelvetrano per la sua lunga e dedita carriera di ginecologo, ha servito la comunità con passione anni fa. Parallelamente alla medicina, ha coltivato una profonda vocazione artistica, distinguendosi come musicista e cantautore di brani pop e teatrali. L’opera musicale dedicata alla sua donna racconta la loro storia d’amore.

La donna viene descritta dall’ artista come quella ragazza “ dalla lunga coda svolazzante ”, sognata e incontrata casualmente e definita da lui, l’ “ Angelo del focolare ”, per la straordinaria pazienza e dedizione nel sostenerlo nel corso di una vita vissuta insieme, tra innumerevoli gioie e la quotidianità. Un “Angelo” dallo sguardo fiero e capace di trasformare un incontro casuale in un sentimento profondo e ancora vivo malgrado i 65 anni di vita trascorsi insieme.

Il dott.Vito Signorello, narra l’ amore attraverso parole, foto e canzoni da lui composte, musicate e interpretate e dedicate a Francesca Santangelo, quale musa ispiratrice di emozioni e sentimenti, di creatività artistica, di immortalità, come si intuisce dall’ ascolto dei seguenti brani musicali : “La luna si fermò”; “Una carezza”; “Tutti possiamo sognare”; “Buonanotte amore mio!”.

L’ evento-spettacolo ha visto coinvolti, oltre il protagonista, il figlio Nicol come cantante, il narratore Gaspare Giurlando, il tenore Maurizio Indelicato, gli attori Mimma Monachella e Sergio Signorello; alcuni studenti dell’ Istituto Alberghiero ” Virgilio Titone” che, oltre a fare di “riempimento” delle scene, si sono esibiti in momenti di recitazione e di ballo, sotto lo sguardo attento del direttore di scena Peppe Fontana e del regista-autore del testo letterario, lo stesso Vito Signorello. Gli arrangiamenti musicali sono stati apportati da Gaspare Federico e tutti i brani cantati nella prima parte dello spettacolo sono stati scritti dall’ autore- regista-interprete Vito Signorello.

L’artista ha alle spalle una lunga carriera di musicista e cantautore, passione ereditata dal padre. Già fin dall’età di 15 anni, comincia scrivere canzoni e successivamente anche ad esibirsi sul palco, come quando ancora studente liceale assieme ad altri amici compone l’inno della rivista “Popolo”, sulla falsa riga della sigla di Canzonissima del 1962, che veniva cantanto come da tradizione, all’inizio e alla fine di ogni spettacolo. Inno ancora oggi in uso.

Particolarmente significativo ed emozionante è stato quando l’ artista ha dedicato alla sua unica donna amata e adorata, compagna di vita, la canzone “Buonanotte amore mio!”. Una vera e propria dichiarazione d’amore aperta , intesa e focalizzata sulla durata eterna del sentimento, ”stare insieme fino all’ultimo respiro e andare anche oltre!”.Dalle parole pronunciate dall’artista trapela quell’amore profondo , assoluto idealizzato, un sentimento puro e vero che non ha età, dove la donna viene vista come connubio di Anima e corpo: un tempio da rispettare ed amare quotidianamente specialmente nei momenti critici della vita.

La platea piena, esterefatta, emozionata e partecipe ha applaudito calorosamente e a “scena aperta” , approvando la storia di tradizioni e valori sempre attuali che, grazie alla passione locale, si contrappongono alla vacuità del mondo virtuale, della cosiddetta generazione Z. Il messaggio di questa lunga storia d’amore, raccontata attraverso vari linguaggi, è chiaro: “Bisogna uscire dal torpore mentale e vivere attimo per attimo questa vita , vera e reale, condividendo momenti di pura bellezza!”.

Giovanna La Rosa

Gaspare Giurlando
Vito Signorello