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Castelvetrano : La nascita della Chiesa di “ Maria SS. di Porto Salvo” tra leggende e culto della Madonna.

La statua della “Madonna di Porto Salvo”, protettrice dei marinai, si trova all’interno della più piccola chiesa di Castelvetrano, situata dopo la “Porta di Mare” o “Porta di S.Francesco d’Assisi” ( 1626), (detto anche ” Arco dell’ Immacolata o di Garibaldi”), all’angolo tra la via Campobello e la Via Mentana. La chiesetta, un piccolo gioiello del tardo Barocco, ha una sua storia e “vive” grazie all’affetto e alle cure di un gruppo di fedeli e dei “Piccoli frati di Gesù e Maria “ della parrocchia di Santa Lucia.

Il culto della Madonna di Porto Salvo è nato, tanti anni fa, intorno al 1600, in seguito ad eventi ritenuti miracolosi. La tradizione popolare, tramandata da padre in figlio, lega la nascita della chiesa a due leggende. Secondo una leggenda un ricco mercante, vittima di un naufragio causato da una tremenda tempesta, fu trasportato dalle onde sull’arenile di Polluce (spiaggia sotto l’Acropoli di Selinunte ), dove alcuni pastori lo trovarono, lo rianimarono e lo portarono a Castelvetrano.Il mercante ristabilito, ritenne che la Madonna di Porto Salvo a cui si era rivolto in preghiera durante il naufragio, lo avesse salvato e così per gratitudine, fece costruire una chiesa, in Via Bresciana, sulla strada percorsa dalla Marina di Polluce a Castelvetrano, a 3 km circa dalla città.
Un’altra leggenda narra che, in seguito ad una tremenda tempesta, fu trovata sulla Marina di Polluce una statua in cartapesta della “Vergine Maria Santissima” portata dalle onde, come un tesoro donato dal mare, simbolo di protezione, speranza e fede. La notizia si diffuse rapidamente e il popolo volle contribuire alla realizzazione di una chiesa, lungo la strada che porta dalla Marina a Castelvetrano , dove custodire la statua e venerare la Madonna, intesa come “Mamma Universale” che protegge tutti i figli suoi.

Nel 1760 l’ incuria da parte del romito, cui era affidata la cura della chiesa, ha causato un vasto incendio che ha distrutto completamente il tetto ligneo del luogo di culto. Il decano della chiesa di San Pietro e Paolo, Don Egidio Balistrieri, che era anche beneficiario della chiesa della “Madonna di Porto Salvo”, ritenendo inutile restaurare la chiesa campestre, pensò di trasferire il beneficio nella chiesa della “Madonna della Greca”, posta vicina la città. L’autorizzazione al trasferimento spettava però al principe di Castelvetrano (Fabrizio Mattia Pignatelli D’Aragona Cortez) e così il decano inviò una lettera chiedendo l’autorizzazione del trasferimento del beneficio, nella chiesa abbandonata da tempo senza porta ed altare, diventata un postribolo, riaprendola al culto e divenendo chiesa sotto il titolo di “Santa Maria di Porto Salvo”, con l’obbligo di celebrarvi almeno una messa ogni sabato. Il principe concesse l’autorizzazione il 3 marzo 1761, così si cominciò a restaurare la chiesa, dotandola di sacrestia e di un piccolo campanile con campana. Inoltre, l’ interno dell’unica piccola navata fu ricoperto di affreschi e stucchi; l’altare fu rifatto e dotato di una nuova statua della Madonna.

La seconda leggenda racconta che nel 1570 Castelvetrano fu attaccata dai pirati turchi, che spadroneggiavano nel Mediterraneo, nonostante la presenza di navi spagnole e veneziane. Durante la cruenta battaglia, che si svolse nell’attuale via Campobello, la Madonna, invocata da tutto il popolo comparve con grande splendore agli invasori, che atterriti fuggirono lasciando la vittoria ai cristiani.

A queste due leggende si unisce la voce del popolo che narra che la Chiesa della Madonna di Porto Salvo fu costruita nel 1608, per volere della principessa Giovanna Pignatelli, sul luogo delle apparizioni della Madonna, accadute il 7 ottobre del 1571, nello stesso giorno in cui avveniva tra cristiani e turchi una battaglia a Lepanto, vinta dai cristiani con l’aiuto della Vergine Maria. Vi furono altre apparizioni della Beata Vergine Maria nel novembre del 1624 al tempo della peste nera a Castelvetrano. Anche in quell’occasione, invocata a gran voce dal popolo, la Madonna scese in loro soccorso.

La Chiesetta, dopo l’Unitá d’Italia, passò ai privati a causa delle cosiddette leggi eversive dell’asse ecclesiastico approvate tra il 1866 e il 1867 che miravano a ridurre il potere economico e la presenza pubblica della Chiesa cattolica nel nuovo Regno d’Italia. Da allora, dal 1870 circa, gli eredi ed i coeredi e tra questi Lombardo Vincenzo e Cipriano Giovanni, mantengono vivo il culto ed assieme alla gente del quartiere, che considerano la Madonna di Portosalvo come la “protettrice materna e a loro vicina” , si sono fatti carico di tutte le spese di manutenzione ordinaria e straordinaria dell’ immobile, aperto al culto. Nel 2015, grazie anche al contributo del popolo sono stati restaurati il campanile, la sacrestia e la facciata della Chiesetta, impreziosendo sempre di più un piccolo ” tesoro” già grande per una piccola città come Castelvetrano.

Giovanna La Rosa

Giovanni Cipriano ( campanaro, custode e muratore)