La vera bellezza è quella oggettiva e questo lo sa bene il prof. Benedetto Risalvato, docente di lettere per oltre vent’anni nella scuola secondaria, a cui si è dedicato con impegno ed amore incondizionato formando intere generazioni, in particolare quelle X, Y e in parte Z, che ancora oggi sono riconoscenti del suo buon insegnamento. Ormai è da parecchi anni che è in “meritato riposo” e, quindi, può dedicarsi a pieno titolo alla sua passione di sempre: la scultura, che ha un’ origine “antica”.
Incontrato “casualmente” lo scultore, che conosco da tempo perché collega di scuola e per le sue particolari doti di sensibilità artistica e intellettuale e qualità personali, ho chiesto di parlarmi di questa sua grande “passione”, di quest’amore sviscerato, un amore profondo e incondizionato, ma anche del legame totale e indissolubile tra lui e la sue “creature”, a cui dedica tutte le sue energie fisiche ed emotive. All’inizio era un po’ perplesso per questa mia richiesta, conosco bene il suo modo di essere schivo e riservato, alla fine ha accettato, perché di animo nobile e come uomo di “altri tempi” non vuole deludere chi ha davanti e tiene a precisare che nel passato, già altre persone lo avevano invitato a rilasciare un’intervista, in particolare ricorda l’amico Vito Marino a cui si era negato e solo ora ha ceduto- queste le sue testuali parole – “non potendo dire di no alla gentilezza muliebre” della mia persona. Un complimento che mi ha lasciato senza parole.
Detto questo comincia il suo racconto: “Quando avevo sette o otto anni, trovandomi in chiesa Madre, dove mi accompagnava una mia zia, non seguivo la funzione religiosa, perché preferivo ammirare le statue dei parroci e quelle dei santi. Poi, quando frequentavo il Liceo Classico aiutandomi con un piccolo cacciavite, riuscivo a realizzare nei gessetti volti di uomini barbuti, mentre si svolgeva qualche noiosa lezione. Infine, a partire dal 1988, mi sono cimentato a realizzare il busto di Giovanni Gentile in gesso, opera che inizialmente non ha avuto successo. Successivamente, in occasione del cinquantenario della morte del filosofo su richiesta del sindaco Giuseppe Bongiorno e del prof. Francesco Saverio Calcara ne realizzai una scultura in bronzo. Dopo cominciai a dedicarmi all’arte della scultura delle opere classiche, sia su commissione , ma anche e soprattutto per il puro piacere personale di “creare” qualcosa di bello. Ho “scoperto” che il dedicarmi alla realizzazione di un’opera, piccola o grande che sia, mi consente di immergermi con tutto l’animo in essa, dimenticando quasi del tutto le inevitabili preoccupazioni che mi affliggono”.
In questa affermazione è evidente come la scultura allontana il peso del pensiero, in quanto l’atto creativo serve da liberazione o da “sfogo” mentale ed emotivo, permettendo di alleggerire il carico dei propri pensieri.
Alle domande quale soggetto preferisce scolpire, quali sentimenti prova mentre scolpisce e che tipo di materiale predilige, lo scultore risponde che da sempre è stato attratto dai volti umani e dai sentimenti che da essi promanano e cerca di confrontare quelli suoi con quelli dei personaggi che riesce a rappresentare, “trovando quel minimo comun denominatore che sottende la specificità umana”. Prosegue dicendo che, per realizzare le sue opere, predilige il tufo, il gesso e il bronzo., ma usa anche la resina coperta da una lamina di bronzo, ottenuta attraverso immersione dell’oggetto in bagno galvanico. Utilizza questi materiali perché si sente un “neofita” e il suo tipo di scultura è rimasto al genere classico. Continua nel racconto, affermando che quando si accinge a realizzare un’opera, utilizza innanzitutto l’argilla con la quale crea il “progettino”, cui segue l’opera finale o in tufo, o in gesso, o in resina coperta da lamina di bronzo e dopo ha bisogno del laboratorio di fusione (predilige il “Vulcano” di Mazara).
Dalle risposte è evidente quali sentimenti spingono l’artista a creare un soggetto piuttosto che un altro e il perché delle tecniche utilizzate e il materiale adoperato. Infatti, il prof. Benedetto Risalvato artista per passione, trasferisce nei volti che realizza parte del modo di essere, di sentire e di vivere, e come ogni scultore è appassionato di ciò che riesce a creare con la materia: volti che parlano di sé stessi e di lui, che comunicano, in quel linguaggio universale non parlato, emozioni anche senza parlare.
Alla domanda, quante opere ha realizzato finora, l’artista rimane in silenzio, poi mi dà una serie di indizi dove cercare le sue “creature”, proprio come in una caccia al tesoro. Ed io li seguo, per curiosità, ma anche per “ammirare” da vicino opere “antiche” che celebrano la bellezza “ideale” fatta di grazia, proporzione, equilibrio, simmetria e armonia.
Ed ecco che passeggiando per la città di Castelvetrano è facile “incontrare” qualche sua scultura, rappresentante uomini illustri o monumenti locali, omaggiata alla cittadinanza o commissariata dal Comune. Nello specifico, nel Sistema delle Piazze è possibile ammirare il busto, realizzato in bronzo, di Giovanni Gentile ( filosofo, pedagogista e politico italiano). Entrando nella Villa Regina Margherita, di fronte la Chiesa di San Giovanni Battista, posta nel centro della vasca si era solito ammirare la splendida copia in calco di cemento della “Bambocciata ” di Mario Rutelli, oggi purtroppo gravemente danneggiata da vandali mai identificati. Altre sculture, realizzate in resina cementizia e ricoperti da una lamina di bronzo, sono esposte in luoghi chiusi e protetti come il busto del pittore Gennaro Pardo presso l’ I.C.“Giuseppe di Matteo”, quelli dell’ispettore Domenico Bonsignore e dell’educatore Vito Pappalardo, messi in vista nella sede centrale dell’ I. C. ”LombardoRadice-Pappalardo” e nel plesso Vito Pappalardo; il busto di Leonardo Centonze collocato nella Biblioteca Comunale. Nella chiesa dei Cappuccini troviamo il busto di “Padre Pietro La Rocca da Mazara mentre il pannello bronzeo rappresentante in maniera simbolica la “Passione di Cristo ”, commissionato dal parraco Giuseppe Noto, è custodito all’interno della Chiesa di Maria Santissima della Salute.
Non mancano copie di opere classiche, realizzate con cura straordinaria per i dettagli, in gesso dipinto riprodotte a grandezza naturale, come l ’”Efebo” di Selinunte; il “Satiro Danzante”, un’opera in altorilievo di 2,41 metri; la “Quadriga di Apollo”, una delle metope del Tempio C di Selinunte, custodite in ambienti chiusi e “protetti”.
Nel repertorio dello scultore non può mancare una scultura moderna e contemporanea: il bassorilievo di “ Peppino Impastato ” (attivista), realizzato e donato di recente (2023), al fratello Giovanni, in occasione della “Giornata della legalità ”. Tale busto è esposto nella “Casa Memoria di Felicia e Peppino Impastato”, a Cinisi.
Tutte le opere riprodotte sono state create utilizzando materiali di alta qualità e tecniche artigianali che richiamano le grandi tradizioni scultoree, rendendole “vive” agli occhi dell’osservatore-ammiratore dando il giusto equilibrio tra maestria tecnica e intento artistico.
Alla richiesta di parlare dei prossimi progetti l’artista resta evasivo, ma sono sicura che ne ha tanti: i suoi occhi, specchio dell’anima, non mentono. Infatti, il prof. Benedetto ritorna ad essere schivo e come uno scrigno prezioso nasconde i suoi tesori. Bisogna sapere guardare oltre la superficie e riconoscere la ricchezza interiore, l’unicità e il valore inestimabile dell’artista, qualità che definiscono la sua essenza creativa e aiutano ad esplorare e comprendere le proprie emozioni, favorendo l’autocomprensione e lo sviluppo dell’intelligenza emotiva.
Grazie alle opere riprodotte, che fungono da testimonianza inestimabile di un’epoca, Castelvetrano si è arricchita di un patrimonio culturale e storico di grande valore, che sarebbe andato perduto col trascorrere del tempo.
Non resta altro che ringraziare pubblicamente il prof. Benedetto Risalvato, per aver donato alla città molte opere, che fungeranno da potente incentivo, per le nuove generazioni creando in loro un’identità locale, e per aver “ceduto” questa intervista esclusiva.
Giovanna La Rosa
















