Il Carnevale di Sciacca, tra i più antichi di Sicilia, è riconosciuto dal Ministero per i Beni e le Attività Culturali come uno dei “Carnevali Storici”d’Italia. E’ una manifestazione ludico-religiosa molto partecipata, che si svolge, generalmente, dal giovedì grasso al mercoledì delle Ceneri, con sfilate di maschere, di carri allegorici-grotteschi meccanizzati, mini-carri in cartapesta; momenti di satira politica e folklore.
Il Carnevale nasce nel febbraio del 1626, dopo una grave epidemia di peste che aveva colpito la popolazione, quando il viceré di Sicilia, Pedro Tèllez- Giròn (Duca di Ossuna) emana un bando che impone a tutti di mascherarsi nell’ultimo giorno di carnevale. I saccensi finalmente liberi di circolare, dopo mesi di “prigionia” (quarantene), scendono nelle strade in gran massa indossando maschere, ballando freneticamente e ingurgitando grandi quantità di salsicce arrostite, cannoli e vino, come a volere dimenticare i momenti bui di digiuno, malattia e dolore. Anno dopo anno, la “festa popolare di strada” si arricchisce di altri particolari : carri addobbati, prima portati a mano per le viuzze della città poi trainati da buoi o cavalli, con sopra mascherati che recitano in dialetto accompagnati da piccole orchestrine. Successivamente, ogni carro ha un titolo e rappresenta una tematica che viene raccontata attraverso costumi, balli e parole scritte dai creatori. Il pubblico, viene coinvolto con lanci di stelle filanti e coriandoli (simbolo delle “petecchie”della peste setticemica) diventando così il vero protagonista di una gioia collettiva. Dopo diversi anni, i carri sono sempre più sofisticati nei movimenti meccanici e negli effetti scenici e, si assiste alla nascita delle prime Compagnie di rivista che fanno riferimento a temi e personaggi locali in chiave satirica, ma anche a temi di attualità toccanti e argomentazioni di interesse nazionali.
I carri allegorici e mini-carri vengono ideati, progettati e realizzati mesi antecedenti la festa, coinvolgendo numerosi abitanti del posto, per realizzare le opere in carta pesta, coreografie dei gruppi di ballo, recite con copioni originali. Già il giovedì grasso comincia la festa: il Sindaco consegna simbolicamente le chiavi della città a Peppe ‘Nnappa, maschera ufficiale del Carnevale di Sciacca fino all’ultima sera di Carnevale, durante la quale il carro viene bruciato, mentre il popolo balla sulle note dell’ inno “Peppe ‘Nnappa”.
Il giovedì grasso, primo giorno di carnevale, apre la sfilata carnevalesca, Peppe ‘Nnappa, maschera fuori concorso, simbolo del Carnevale di Sciacca che, rappresentando la goliardia e l’abbondanza, distribuisce al pubblico salsiccia alla brace, vino locale, caramelle e dolciumi. A seguire dietro lui, sfilano gruppi mascherati di cittadini provenienti da varie parti della Sicilia e nei giorni successivi (sabato, domenica, lunedì e martedì) anche gli altri carri allegorici con gruppi mascherati che, si esibiscono lungo il percorso e poi sul palco con balli e recite, verranno valutati da una apposita giuria presente in loco, ma da quest’anno anche dal pubblico attraverso una votazione online.
I carri sfilano secondo un circuito cittadino stabilito dagli organizzatori in accordo con il Comune. Le prime edizioni si svolgevano lungo le viuzze del centro storico per finire il circuito in un luogo particolarmente suggestivo, la Piazza Scandaliato, cuore pulsante della città, dove, a conclusione della sfilata, sul palco si esibivano i gruppi mascherati. Dal 2022 i carri sfilano nel quartiere Perriera, nella parte alta e moderna di Sciacca ed il pubblico per accedere al circuito del Carnevale deve pagare un ticket.
Ieri sera, 21 febbraio 2026, il pubblico, costituito in prevalenza da residenti locali e dei comuni limitrofi, un po’ infastidito dal freddo e dalle lunghe code di attesa per accedere al circuito, ha partecipato con un certo coinvolgimento ed euforia, malgrado il meteo. I carri-allegorici, alti oltre 15 metri, meccanizzati ricchi di dettagli altamente cromatici hanno sfilato lungo il circuito Allende, capeggiati dal carro di Peppe ‘Nnappa, figura storica del Carnevale di Sciacca, secondo il seguente ordine: “Segnali di fumo”, “Non aprite quella porta”, “ Toda gioia, toda allegria”, “Appesi ad un filo”, “L’evoluzione della specie”, “La via della Sete “ , “Tu mi rubi l’anima”. Alla fine del percorso i gruppi di maschere rappresentanti i carri, “Segnali di fumo”, “Non aprite quella porta”, “ “Toda gioia , toda allegria”, si sono esibiti sul palco con recite (in dialetto e in rima) di copioni satirici inediti e coreografie carichi di messaggi significativi rivolti sia all’amministrazione locale e sia a quella nazionale.
L’area PIT, zona situata sotto il palco, pullulava di gente attenta e curiosa che “seguiva“ con interesse le esibizioni applaudendo vistosamente gli artisti. Tutto intorno aleggiava uno spettacolo di colori e musica inebrianti, necessari e salvifici per risvegliare un popolo “assopito” dalla nuova tecnologia digitale informatica che, agendo da anestetici mentali, riducono la capacità di riflessione profonda e critica e allontana l’uomo dalla realtà attuale, profondamente segnata dalla sofferenza di un numero significativo della popolazione mondiale, causata da ingiustizie, privazione della libertà e disuguaglianze estreme. La fantasia avvolge ogni cosa e ci fa diventare un tutt’uno col mondo, dove “l’essere umano”, attore del “ Grande Cerchio”, è il protagonista del ritmo Vitale della Pace che, come una piuma – simbolo di pace, leggerezza e speranza – spinta da un soffio sottile d’aria, s’innalza dalla Terra e raggiunge il cielo, porta la pace diventando Testimone, attraverso scelte consapevoli, comportamenti e interazioni con tutti gli esseri umani.
I saccensi, attraverso il Carnevale storico hanno un grande obiettivo, quello della valorizzazione culturale, dell’ incremento del turismo, dell’istruzione, della promozione del territorio, finalità che dovrebbe avere ogni “paese” che vuole diventare “grande!”.
Giovanna La Rosa
















