Campobello di Mazara si prepara a una tornata elettorale decisiva. Tra marzo e maggio, la città andrà al voto per rinnovare l’amministrazione comunale, insieme ad altri centri significativi della provincia di Trapani, come Marsala e Gibellina.
Sotto una superficie di apparente calma, il clima politico è caratterizzato da tensioni e trasformazioni profonde. In particolare, la spaccatura interna a Forza Italia ha catturato l’attenzione: una parte della dirigenza ha abbandonato il partito, dando vita a un nuovo movimento civico-politico, pur rimanendo legata al centrodestra.
Il quadro elettorale si sta delineando. Da un lato, l’amministrazione uscente, guidata dal sindaco Castiglione, al suo secondo mandato, la cui sorte dipende dalla possibile approvazione della norma sul terzo mandato da parte dell’Assemblea Regionale Siciliana. In assenza di questa, la coalizione del 2020 dovrà trovare un nuovo candidato, mantenendo l’unità tra Fratelli d’Italia, UDC, Democrazia e Libertà e varie liste civiche.
Dall’altro lato, una coalizione ampia si sta consolidando, composta principalmente da movimenti civici. Campobello Nuova, già attiva in passato, e il nuovo gruppo Cambiamenti, mirano a coinvolgere cittadini delusi dalla politica. Insieme ad altri gruppi come Noi e Generazione Futura, uniscono energie fresche e figure esperte.
Non mancano i partiti: il Partito Democratico provinciale e il movimento dei Futuristi dell’ex deputato Cristaldi sono tra i protagonisti, accanto agli Azzurri per Campobello, nati dalla scissione di Forza Italia.
Infine, c’è la possibilità di un terzo polo, comprendente Forza Italia rimasta, Alternativa Civica, Campobello 5.0 e Orizzonti Comuni, che potrebbe influenzare gli equilibri elettorali, soprattutto indebolendo l’attuale maggioranza.
La campagna elettorale è solo all’inizio, ma si preannuncia già intensa e cruciale per il futuro di Campobello di Mazara.













