ALCAMO — Quattro giorni di proiezioni, incontri e approfondimenti hanno segnato il debutto dell’Alcamo Film Festival, conclusosi il 15 marzo con una partecipazione significativa di pubblico e addetti ai lavori. Un esordio che lascia intravedere margini di crescita per una rassegna che ha scelto di puntare su un genere ben preciso: il crime, nelle sue declinazioni tra noir, thriller e racconto investigativo.

L’iniziativa, ideata dal regista alcamese Giovanni Calvaruso e organizzata dall’associazione Settima Arte insieme al cinema Esperia, ha animato il centro storico della città, trovando nel Castello dei Conti di Modica il suo cuore pulsante. Qui si sono alternati momenti di visione e confronto, dando vita a un dialogo continuo tra cinema e pubblico.
Tra gli ospiti intervenuti, il regista e sceneggiatore Stefano Lorenzi, che ha preso parte agli incontri insieme agli organizzatori, offrendo spunti di riflessione sul linguaggio cinematografico contemporaneo. Ad aprire la serie di interviste è stata l’attrice Ester Pantano, presente anche alla cerimonia conclusiva, mentre sul versante performativo hanno lasciato il segno i monologhi di Donatella Finocchiaro e Luana Rondinelli.
Il festival ha proposto anche una sezione competitiva articolata tra lungometraggi, cortometraggi e documentari, con diversi riconoscimenti assegnati: dal premio del pubblico a quello della giuria giovani, fino alle menzioni speciali del cinema Esperia, dell’Unitre e del Lions Club di Alcamo.
Fondamentale il sostegno del territorio: il Comune di Alcamo ha contribuito con 4.800 euro, mentre diverse realtà locali — tra cui Banca Don Rizzo, l’istituto “Giuseppe Ferro”, il Lions Club e l’Unitre — hanno affiancato l’organizzazione, confermando una rete collaborativa che ha reso possibile la manifestazione.
A fare da perno organizzativo è stato il cinema Esperia, guidato da Francesco Pipitone insieme alla moglie Vincenza Lungaro. Una storia, quella della famiglia Pipitone, che attraversa un secolo di attività culturale ad Alcamo: dalle prime iniziative teatrali degli anni Venti alla nascita di arene e sale cinematografiche, fino alla gestione dell’Esperia e del multisala Starplace. In una realtà priva di altre sale, il loro impegno rappresenta un presidio culturale di grande rilievo.
Il bilancio della prima edizione appare incoraggiante: pubblico attento, ospiti qualificati e una proposta tematica chiara. Elementi che potrebbero consentire all’Alcamo Film Festival di ritagliarsi uno spazio stabile nel panorama culturale siciliano, puntando su qualità e identità.













