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Al tornio e a mano: la ceramica contemporanea in dialogo con la tradizione siciliana al Museo Pepoli

Ieri sera presso il Museo Regionale “Agostino Pepoli” di Trapani, in presenza del Sindaco di Trapani Giacomo Tranchida, il Sindaco di Sciacca Fabio Termine e l’Assessore Francesco Dimino e di un folto pubblico, è stata inaugurata la mostra dal titolo Al tornio e a mano, forme della ceramica contemporanea tra Burgio e Sciacca, curata da Vito Ferrantelli, Sergio Intorre, Maria Reginella, Tony Russo, Francesco Volpe, Anna Maria Parrinello, Daniela Scandariato, Cesare Tinì.

L’evento espositivo, che si è svolto nei mesi scorsi nel complesso monumentale “Tommaso Fazello” di Sciacca con notevole successo di pubblico, è organizzato dall’Associazione Culturale Pro Muceb – Museo della Ceramica di Burgio, con la collaborazione del Comune di Sciacca e del Museo Regionale “Agostino Pepoli” e con il patrocinio del Dipartimento Culture e Società e dell’Osservatorio per le Arti Decorative in Italia “Maria Accascina” dell’Università degli Studi di Palermo, di Sciaccarte, del Museo dei Cinque Sensi e del Liceo Artistico “G. Bonachia” di Sciacca.

Nelle sale del museo trapanese sono esposte una cinquantina di opere di artisti/ceramisti di Burgio e Sciacca, le due città della provincia di Agrigento, che, grazie alla loro antica e rinomata tradizione artigianale, hanno ricevuto dal Ministero dello Sviluppo Economico il riconoscimento di Comune di affermata tradizione ceramica e fanno parte dell’Associazione Italiana delle Città della Ceramica (AiCC) che ha sede a Faenza.

La ceramica contemporanea di Burgio e Sciacca esprime una significativa evoluzione dell’antica tradizione figulina siciliana. Entrambe le località, infatti, hanno saputo coniugare artigianato tradizionale e nuove tendenze, mantenendo vive le tecniche antiche e i caratteri prevalenti della tradizione, reinterpretandoli in chiave moderna ed esprimendo così un valido contributo di idee alla ceramica d’arte sul terreno della ricerca artistica, della sperimentazione e dell’innovazione, come testimoniato dalle opere in esposizione.

L’obiettivo della mostra è dimostrare come la materia ceramica resti un terreno fertile per la riflessione culturale, artistica ed economica.

La scelta del Pepoli quale sede espositiva non è da ritenersi casuale, in quanto il Museo vanta una ricca e variegata collezione di ceramiche policrome di produzione siciliana che include pregevoli manufatti usciti tra il Cinquecento e il Settecento dalle fornaci di Burgio e di Sciacca. Nelle splendide vetrine in forma di “uccelliere” progettate negli anni Sessanta del secolo scorso da Franco Minissi, gli albarelli, i cilindroni, le bocce che, con le loro accese cromie, popolavano le antiche spezierie isolane dialogheranno con le creazioni dei ceramisti di oggi, in un serrato confronto tra tradizione e modernità. Stimolanti contaminazioni interesseranno anche la sezione archeologica del Museo, dove le invenzioni contemporanee avranno modo di interagire con le ceramiche preistoriche, corinzie, attiche o con le originali tanagrine danzanti di età ellenistica.

La mostra resterà aperta fino al 26 aprile 2026 e sarà visitabile i giorni feriali dalle h.9 alle h.18 e i festivi dalle h. 9 alle 13.