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A Castelvetrano rivivono i canti della tradizione: laboratorio e concerto con Francesca Messina

A Castelvetrano, la memoria sonora della Sicilia torna a farsi esperienza viva e condivisa attraverso un doppio appuntamento che intreccia formazione e spettacolo. Protagonista è Francesca Messina, artista impegnata da anni nella riscoperta e reinterpretazione dei canti della tradizione popolare.

Si comincia mercoledì 8 aprile con il “Laboratorio di canto antico siciliano”, un incontro rivolto a donne con buona intonazione interessate ad approfondire il repertorio tradizionale dell’isola. Lontano da spartiti e schemi accademici, il laboratorio si fonda sull’ascolto e sulla trasmissione orale, restituendo al canto la sua dimensione più autentica e comunitaria. Promosso con il sostegno della Proloco di Selinunte, l’incontro si configura come un vero e proprio “cerchio di voci”, uno spazio in cui riscoprire il legame profondo tra voce, memoria e territorio.

Il percorso prosegue domenica 12 aprile al con il concerto “Canti Siciliani” del duo Femina Ridens, formato da Francesca Messina e Massimiliano Lo Sardo. Uno spettacolo che unisce musica, narrazione e immagini, offrendo al pubblico una visione della Sicilia sospesa tra radici antiche e sensibilità contemporanee.

Il progetto artistico Femina Ridens si distingue per la sua ricerca sui repertori popolari e per la capacità di rielaborarli in chiave moderna. Non si tratta di una semplice operazione di recupero, ma di una vera e propria ricostruzione culturale, in cui il passato diventa materia viva da plasmare nel presente. Al centro, la voce intensa di Francesca Messina, capace di evocare paesaggi, storie e suggestioni, accompagnata da sonorità mediterranee e strumenti provenienti da diverse tradizioni.

Due momenti distinti ma profondamente connessi: da un lato l’esperienza partecipativa del laboratorio, dall’altro la dimensione performativa del concerto. In entrambi i casi, l’obiettivo è chiaro: restituire centralità al patrimonio immateriale della Sicilia, riportandolo al cuore della comunità come espressione viva, condivisa e in continua evoluzione.